ZERO: Alla spocchia ed alla presunzione dei gruppetti di tifosi napoletani che pensavano di venire a colonizzare il Vigorito con vessilli, striscioni e bandiere anche al di fuori del loro settore di competenza. Per la serie… fai l’ospite ma nunn’esaggerà. Ma gli stewart all’entrata dov’erano? Che facevano? Ah… forse erano napoletani…
UNO: Alla “cazzimma” (ah… quanto ci servirebbe anche a noi), sfociata quasi in antisportività di Reina, per le evidenti perdite di tempo volontarie soprattutto nella ripresa; ad ogni rinvio perdeva un minuto fra asciugare il pallone e scolarsi mezza bottiglia di acqua. Nemmeno se fossimo a Dubai in pieno Luglio con 48 gradi all’ombra…
DUE: Alla VAR, al VAR, ai VAR… insomma a chi è preposto al controllo dello svolgimento del match. Ma si deve valutare l’intervento per capire se l’arbitro ha fischiato giusto oppure ha preso un abbaglio o bisogna andare a ritroso fino alla partita dell’andata per trovare qualche cosa che non va? Fatemelo capire perché c’è qualcosa che non mi quadra.
TRE: Come i 3 nuovi che Domenica erano in campo in attesa degli altri (Guilherme, Sandro, Puggioni). E già con questi tre si percepisce che possa essere un Benevento diverso, capace di giocarsela per lunghi tratti ad armi pari perfino con la capolista. Forse siamo con un piede e mezzo in Serie B, ma adesso credo ci divertiremo per davvero...
QUATTRO: A chi ha fischiato Hamsik al momento del cambio. Da amante del gioco del calcio io l’ho applaudito. Trovare una bandiera nel calcio del terzo millennio è quasi peggio che cercare un ago nel pagliaio. Ha fatto una scelta di vita rinunciando a blasoni e soldi offertigli pur di vivere e coronare il suo sogno a Napoli. A chi crede nei propri sogni e dimostra attaccamento cucendosi una maglia addosso (leggasi Baresi, Maldini, Buffon, Zanetti, Totti ecc) andrà sempre il mio rispetto e la mia ammirazione indipendentemente dalla casacca indossata.
CINQUE: Ai cari cuginetti avellinesi. Sfrocoleano, ci prendono in giro, ci aspettano in B l’anno prossimo ma intanto erano in parecchi presenti al Vigorito domenica sera. A vedere cosa poi? Benevento – Napoli che, sportivamente parlando, dovrebbero essere i loro nemici più agguerriti...
SEI: Sarò un emotivo o uno a cui piace ricordare i suoi trascorsi calcistici, ma vedere in campo prima del match dei ragazzetti correre dietro ad un pallone mi fa sempre un certo effetto che sfocia con dei brividi lungo la schiena. Siamo in tema di Festival Sanremese e pertanto posso aggiungere solo… “Nostalgia, nostalgia canaglia”.
SETTE: Un numero che era, è, e sarà sempre il suo. E lo era soprattutto domenica sera in quella che sarebbe stata la sua partita. Lassù si sarà sicuramente divertito ed avrà pensato “cos ‘e pazz’…”. Ed a me, lo confesso, è scesa anche la lacrimuccia. Ciao Carmè.
OTTO: A Bacary Sagna. Forse l’acquisto più rappresentativo dal 1929 ad oggi. Dichiarare di venire qui per partecipare ad un’impresa, un sogno, sentirlo parlare di valori puri, di ideali che nulla hanno a che vedere con i soldi e con il business attuale, è da brividi. Sicuramente nella sua decisione ci saranno state, come sempre, le parole e gli argomenti convincenti di chi ci ha sempre creduto, ovvero quell'uomo che era con lui a passeggiare a bordo campo. Grazie ad entrambi. A prescindere.
NOVE: Alla veemenza con cui siamo scesi in campo ed alle scelte un po’ folli ma apprezzabili di mister De Zerbi. Schiera una formazione con tre velocisti lì davanti, senza punte centrali di riferimento e la cosa sorprende la capolista. Per la serie ci abbiamo provato e stava pure funzionando.
DIECI. All’orgoglio sannita (leggasi il voto zero) dimostrato da quanti (me compreso) hanno manifestato il loro disappunto e la loro contrarietà nei confronti di chi pensava di venire a spadroneggiare al Vigorito quasi come se fossimo i 'cafunciell e' paese' che non contavano nulla. C’è modo e modo di manifestare il proprio tifo se sei in un settore avversario. Sono ospitale e se vuoi venire a casa mia non ti chiudo le porte in faccia, ma se poi t vuò piglià a man cu tutt u braccio pensando di non fare l’ospite ma il padrone, allora e sbagliat' proprio indirizzo…
Scugnizzo69
