Var, uno strumento per i potenti

Diventa questo se si usa la macchina solo quando si ritiene di doverla usare

Benevento.  

Var è l'acronimo di “Video assistant referee” letteralmente “assistente al video dell'arbitro”. Ci stiamo facendo l'abitudine, sopportiamo anche che si perdano quei due-tre minuti per controllare se l'azione che si è sviluppata in campo sia corretta o meno. E' uno strumento ideato per limitare al massimo l'errore umano, e magari anche i possibili condizionamenti di un direttore di gara. Almeno così pensavamo... Ma forse non è così. Perchè ad arbitrare (ed è un bene in fondo) non è una macchina, ma sempre un uomo. Ed è un uomo anche chi è preposto ad analizzare la sequenza video. Con tutti i suoi condizionamenti, è palese.

La premessa serve per capire cosa può essere accaduto nelle segrete stanze del Var a San Siro, dove con i video armeggiavano altri due ufficiali di gara della congrega di Pairetto, due campani per la precisione: Fabio Maresca arbitro di Napoli e Valentino Fiorito guardalinee di Salerno. Sarebbero stati loro a tranquillizzare Pairetto: “Vai avanti, non è rigore”. E alora, direte, che colpe ha Pairetto? Bè, secondo noi il “delfino”di Nichelino ha sbagliato ugualmente, perchè avrebbe dovuto guardare lui direttamente se quell'intervento di Ranocchia su Cataldi fosse o meno punibile col rigore.

Come si dice, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Siamo sicuri che a parti invertite, i due “video dipendenti” non avrebbero chiamato Pairetto a controllare con i suoi occhi? E siamo certi che a quel punto, il signore di Nichelino (ridente centro in provincia di Torino) non avrebbe concesso il rigore ai nerazzurri? Che volete, a farsi condizionare non ci vuole niente. E se da una parte c'è l'Inter, la nobile del calcio italiano che non ha mai conosciuto la B, e dall'altra la matricola per eccellenza, che la B ha fatto appena in tempo a conoscerla ed ora è in A guardata con i sorrisetti ironici di tutti, bè, un po' di condizionamento diventa addirittura una emoziona umana.

Resta la rabbia, quella sì. Lasciatecela provare. Perchè usato così il Var non sembra uno strumento che garantisca una giustizia uguale per tutti. Come scrivono gli utenti su Facebook è piuttosto una “Var... gogna”, una bilancia con la quale si fanno due pesi e due misure. Il fallo su Cataldi era rigore, quello di Gagliardini su Sandro da espulsione diretta. C'era da guardare bene i video e applicare il regolamento, senza pensare che una squadra aveva indosso maglie nerazzurre e l'altra quelle giallorosse. Tutto qui.

frasan

Nella foto di Taddeo il fallo di Ranocchia su Cataldi: il pallone è già passato e il difensore nerazzurro mette il suo piede davanti a quello del giallorosso