Una domenica senza pallone è una domenica senza sorrisi. La tragedia che ha colpito il calcio italiano con la morte di Davide Astori è di una tristezza inaudita. Una cosa difficile da credere, perchè morire in questa maniera a 31 anni e nel pieno delle energie vitali è assolutamente contro natura. Per gli amanti del calcio beneventano questa era già una domenica particolare per via di quel malore che ha colto il presidente Vigorito è che ha tenuto in apprensione tutti per l'intera mattinata di ieri. Il presidente oggi non sarebbe stato allo stadio, fermato saggiamente dai medici. Sarebbe stata un'assenza che non poteva passare inosservata. Il destino ha invece voluto che questa giornata fosse addirittura cancellata dalla domenica sportiva e che gli stadi rimanessero malinconicamente vuoti. E' stata la scelta più saggia e opportuna, “show must go on” non è sempre applicabile, è giusto che ci si fermi di fronte ad una morte che per il momento rimane incomprensibile. E' giusto che si viva una giornata di dolore per la morte di un ragazzo di grande umanità, benvoluto da tutti. Ricordiamo la sua disponibilità nel ritiro del Benevento, al Mancini Park Hotel nell'estate del 2015. Aveva appena chiuso la sua esperienza nella Roma ed era corteggiato dal Napoli. Ma non riusciva a trovare un accordo per via degli sponsor. Tra una trattativa e l'altra si fermava sul campo del Mancini: aspettava che terminasse di allenarsi la truppa di Auteri, per mettersi a lavorare da solo, in maniera scrupolosa. “Scriveremo che stai per firmare col Benevento...”, gli dicemmo tra una “ripetuta” e l'altra. Lui, divertito, rispose che se ne scrivevano tante in quell'estate, che non avrebbe certo provato fastidio. Poi si concesse senza ritrosia anche ad un selfie. Un piccolo ricordo di un grande professionista. E di un ragazzo per bene. I tifosi della Sud, pur senza la partita, hanno esposto un lungo striscione in cui fanno capire qual è il loro pensiero: “L'onore di una vita non vale il biglietto di una partita. Fermate il vostro business senza via d'uscita. Davide vive”. Per fortuna non c'è stato bisogno di forzature di alcun genere, il commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, d'accordo con il presidente del Coni, Malagò, ha fermato i campionati di A e B.
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