E' abbastanza elementare: nel calcio vince chi segna più gol. E' un aspetto rilevante, soprattutto per chi gioca ogni partita con il timore di vedere compromessa un'intera stagione. La sfida con il Cagliari ha riportato in auge vecchie critiche, una su tutte l'essere troppo spreconi sotto porta. Purtroppo è così, perché il Benevento riesce a costruire, a rendere la propria manovra fluida e bella da vedere, ma nel momento in cui arriva a tu per tu con il portiere avversario si scioglie come neve al sole. E' un difetto che ha fatto perdere molti punti in classifica, a partire dal match di domenica in cui la strega è stata sconfitta nel recupero, senza riuscire a mettere in cassaforte il risultato quando ne ha avuto l'opportunità nei minuti precedenti. Nel corso degli ultimi due successi, tanto per intenderci, è accaduto l'opposto: contro la Sampdoria, gli stregoni sono riusciti a essere incisivi al punto giusto mettendo a segno la bellezza di tre reti. Il gol finale dei blucerchiati, quindi, è servito solo per le statistiche. Stesso discorso con il Crotone, in cui ci sono state finalizzate altre tre reti che non hanno compromesso la vittoria finale. Il Benevento non è una squadra cinica, lo dimostrano i numeri: considerati i tiri nello specchio (137) e i gol segnati (19) si ha la media di un gol ogni 7 tiri. Un po' troppo pochi. Peggio della Strega ha fatto solo il Sassuolo che addirittura raggiunge la media di una rete ogni 8 conclusioni, ma vanta una migliore posizione in classifica grazie alla difesa che di gol ne ha subiti 48 (15 in meno dei giallorossi). Le altre compagini impegnate nella lotta salvezza hanno un dato nettamente migliore: il Verona ha in media una marcatura ogni 3,96 tiri, la Spal 4.25, il Crotone 4.8, il Chievo 5,04 e il Cagliari 4,48. Questo discorso è avvalorato dal fatto che nessuna squadra sopra citata, a parte la Spal, vanta un numero di attacchi superiore a quello del Benevento (611), a conferma della qualità del gioco che non viene valorizzata in fase di finalizzazione.
Ivan Calabrese
