Benevento. le illusioni e gli errori

Non si possono regalare 4 gol all'attacco più forte della serie A

Benevento.  

La sensazione finale è sempre la stessa: alla squadra giallorossa manca sempre qualcosa per affrancarsi dalle sue negatività. “Qualcosa” che può essere poco o tanto, a seconda dei punti di vista, ma che è un gap che resta ben presente in ogni partita. La premessa è d'obbligo: la distanza di cifra tecnica tra la Lazio che gioca per la Champion's e il Benevento fanalino di coda è ampia, come la differenza dei tiri nello specchio della porta al termine della gara: 18 a 3 per la squadra di Inzaghi. Ma dall'analisi globale vengono fuori degli errori talmente evitabili che fanno realmente credere che magari con un pizzico di determinazione in più si potrebbe fare una figura migliore. I gol presi, almeno quattro su sei, sono frutto di mancanze evidenti: il primo di Immobile, col centravanti della Nazionale che scatta nel corridoio tra Costa e Djimsiti senza che nessuno riesca a capire cosa fare. Il terzo gol sul solito calcio d'angolo: lo stacco di De Vrij è imponente, inversamente proporzionale all'intervento di Costa che lascia spazio e colpo di testa facile facile all'olandese. Il quarto lo regala Brignoli, sbagliando il passaggio dall'area, il sesto probabilmente l'arbitro perchè il fermo immagine indica che il fallo di Djimsiti inizia fuori dell'area. E allora viene facile pensare che una squadra forte come la Lazio questa vittoria l'avrebbe forse vinta ugualmente, ma che gli errori del Benevento l'hanno enormemente facilitata.

La squadra giallorossa ha il dovere di non liquefarsi di fronte all'ennesima delusione: è dura passare dall'illusione di cogliere un'impresa alla solita goleada al passivo. Ma nove partite da giocare sono tante e molte di queste saranno più abbordabili di quella dell'Olimpico. Fa bene De Zerbi a non mollare la presa sui suoi: la salvezza è andata, ma a quegli elogi che arrivano dai vari commentatori ora bisognerà aggiungere qualche punto. Che, in fondo, servono anche quando non servono a nulla.

fras