De Zerbi: "Con questa squadra sarebbe cambiato tanto"

Il tecnico alla rosea: "Ho trovato un gruppo che aveva paura di vincere. Il futuro? Vedremo"

Benevento.  

Lunga intervista rilasciata da Roberto De Zerbi alla Gazzetta dello Sport. Il tecnico ha parlato dell'esperienza di Benevento, del futuro e di aspetti personali. Ecco uno stralcio dell'intervista: “A Benevento ho legato subito con il presidente e rifarei la scelta di firmare. Abbiamo lavorato con unità di intenti al progetto tecnico-societario. Ripartire, nel caso, in B col Benevento? Vedremo, bisognerebbe fare una squadra forte e, ancor prima, valutare quanto sia pesante ricominciare nello stesso ambiente dopo una retrocessione. Perché poi, a luglio, non parti “vergine”. Se fossi partito dall'inizio con questa squadra sarebbe cambiato tanto. Gli allenatori incidono su un gruppo, ma dipendono dalla qualità dei calciatori. Abbiamo preso giocatori di esperienza e di notevole livello morale, sono fiero di loro. Certo, poi, bisogna formare un tutt’uno con aspetto tattico e temperamentale. Ho rilevato un Benevento che aveva paura di vincere. Ho cercato soprattutto di trasmettere coraggio. Il mio calcio? Deve essere equilibrato, con modalità difensive non tradizionali. Facendo partire il gioco dal basso, i vantaggi sono maggiori: se hai qualità lì davanti, la palla gliela devi fare arrivare “pulita” e non alta e sporca”.

Sui nuovi acquisti - “Sandro e Sagna sono elementi di spessore che mi stanno insegnando tanto. Diabaté è stato un colpo del presidente. Djuricic e Guilherme hanno tanta qualità, ma pure Billong, Tosca e Puggioni hanno portato valori importanti. Se mi occupo delle operazioni? Diciamo che quando mi piace un giocatore cerco di farlo sentire importante. Mia moglie dice che non l’ho mai corteggiata come faccio con un obiettivo di mercato. A gennaio, quando contattavo Guilherme per venire da noi, sarei stato capace di convincerlo che a Benevento c’è il mare”.

Stima nei tecnici - “Guardiola, che è di un’altra categoria, il più geniale: il Bayern del suo secondo anno è stata la massima espressione di calcio, in assoluto. E poi Bielsa,Gasperini, Tuchel, Luis Enrique, Paulo Sousa, che ho votato per la “Panchina d’oro”, Spalletti, Sarri eGiampaolo ma anche Favre, Schimdt e Nagelsmann. Come squadra, il Napoli sta proponendo il gioco più bello degli ultimi anni. E apprezzo anche la Lazio: è difficile preparare la partita in fase difensiva contro la formazione di Inzaghi, non sai mai dove andare a prenderli, sono abili a giocare in spazi diversi»