SCUGNIZZERIA. VAR... gognatevi

E ora pare che Denny De Vito vorrebbe fare del Benevento un suo film

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Benevento.  

Minuti di recupero del primo tempo di Sassuolo – Benevento. Tosca (la domanda scherzosa è: che ci faceva da quelle parti?) si propone in un uno due nello stretto che lo porta a tu per tu con il portiere o meglio che lo avrebbe portato a tu per tu con il portiere se non fosse stato steso a cavallo della linea dell’area di rigore? Dentro? Fuori? L’arbitro poco lontano è irremovibile sulla sua decisione. Contatto fuori area e punizione dal limite. Consulto infinito con la cabina di regia e decisione confermata. Ora mi chiedo, così come tutti quanti voi: se è vero che i commentatori Sky hanno detto che era rigore netto, se leggo sui vari social e sulle testate on line che il rigore era solare, cosa hanno visto i nostri cari registri domenicali?

Possibile che solo loro due fossero così strabici o cecati da non rendersene conto?

Mi balena per la testa però anche una seconda ipotesi?; E se dalla regia avessero detto all’arbitro di consultare il VAR perché per loro c’erano gli estremi del rigore e l’arbitro avesse invece mantenuto fede alla decisione presa? Atto di coraggio? Protagonismo assoluto? Paura di fare una figura di m... nel ribaltare la decisione presa? Malafede? Boh, non lo so, fatto sta che ancora una volta subiamo uno scippo bello e buono. Chiariamo una cosa: io non metto la mano sul fuoco che fosse rigore nettissimo, ma se il VAR è quello strumento che dovrebbe togliere e dissipare ogni dubbio e favorire la più corretta regolarità di una partita, cosa cacchio costava alla giacchetta nera farsi una passeggiatina verso il monitor a centrocampo? Al limite, dopo aver visionato le immagini avrebbe confermato la decisione presa, ma rifiutarsi a prescindere, un po’ come fatto dal signor Pasqua sabato scorso in occasione del tuffo in piscina di Higuain, mi sa tanto di premeditato. Io ho capito che il VAR dovrebbe essere un supporto tecnologico all’arbitro che non deve certo vergognarsi di cambiare la propria decisione dopo aver consultato le immagini. Qui invece le immagini non si visionano quasi ad essere coscienti e sicuri di cosa si è fischiato. Ma allora, se così fosse, sta benedetta VAR a cosa serve? Ho assistito giorni fa alla prima o seconda partita di semifinale di volley fra Perugia e Trento; partita tiratissima; praticamente nell’ultimo e decisivo set ogni punto è stato visionato al video-check; il tutto in una tranquillità ed una serenità di giudizio accettato sportivamente nonostante la trance agonistica del momento. Ma non si potrebbe integrare il giudizio del VAR con una regola che preveda il suo utilizzo diciamo 2 volte a testa per tempo ad entrambe le squadre su richiesta dei capitani??  Un po’ come succede nel tennis, sport nel quale i due giocatori hanno un paio di possibilità a testa di rivedere un punto dubbio. Sinceramente per come è concepita oggi senza una vera linea guida, senza uniformità di chiamata, questo “sistema VAR” rimane molto macchinoso ma soprattutto non cancella dubbi più o meno legittimi. Stiamo ancora ad imprecare per il rigore su Cataldi a Milano, il tuffo di HIguain o sull’episodio di ieri. Alla faccia della trasparenza.

Di tutt’altro sapore è invece il primo punto ottenuto lontano dalle mura amiche. Ci sono voluti 8 mesi ma come dicette o pappece nfaccia a noce… ”damme tiemp ce t spurtose” e ieri c’è voluta l’ennesima doppietta del gigante venuto dall’Africa per sfatare un bruttissimo tabù che si stava materializzando. La festa a fine partita è di quelle da incorniciare: giocatori per la prima volta… e sottolineo per la prima volta quest’anno, sotto la curva a cantare, applaudire e lanciare magliette mentre 400 persone festanti ballavano ed urlavano tra l’incredulità del pubblico locale. Scene come queste difficilmente se ne vedono sui campi di calcio. Abbiamo visto contestazioni dei veronesi, dei fiorentini a seguito di scoppole rimediate,  ma nessuno aveva mai visto una festa sfociata in un connubio giocatori/tifoseria per un punto conquistato in trasferta ad opera di una squadra ormai in Serie B.

Noi siamo anche questo. Benevento è anche questa. Chissà se questo amore immenso verso la squadra di calcio, questo grandioso senso di appartenenza riuscirà a fare breccia nei cuori di alcuni che si sono trovati per puro caso in maglia giallorossa a Gennaio. Leggo di dichiarazioni positive un po’ da parte di tutti ma so anche che difficilmente ci sono i presupposti per rivedere i vari Sandro, Diabatè, Djiuricic, Guillherme in maglia giallorossa anche il prossimo anno a meno che non siano loro stessi a volerlo. Ho sempre sostenuto che se un giocatore vuole rimanere in un posto non ci sono sirene nè economiche, né di blasone che possano smuoverlo. Forse noi potremo avere in più la carta Oreste Vigorito da giocare; un presidente che non solo paga e bene senza patemi i suoi stipendiati che corrono su un campo di calcio ma ha anche il carisma e sa usare le parole giuste per convincerli a restare. Ma questo fa parte del futuro anche se molto prossimo. Il patròn ha detto che stanno già lavorando per il futuro. Se il futuro comprendesse alcuni di questi pezzi da 90 direi che potrebbe davvero essere molto roseo. Nell’attesa consoliamoci che i giallorossii stiano facendo parlare di loro anche dall’altra parte dell’Oceano. Denny De Vito sembra voglia fare un film sulle gesta di un portiere goleador e di una squadra supportata da una tifoseria che seppur straultima infondeva simpatia e sorrisi in ogni stadio in cui andava. Direi che questo basta come biglietto da visita per una (speriamo) futura Serie A.

Scugnizzo69