Conferenza stampa pre partita per Roberto De Zerbi. Ecco le parole del tecnico giallorosso:
“Oggi voglio iniziare io. L'anno prossimo non sarò l'allenatore del Benevento. E' una scelta molto semplice da capire, non c'è dietro nessuna motivazione nascosta. Non penso che da una retrocessione si possa ripartire con lo stesso allenatore. E' una cosa che ho sempre detto alla società. Sono andato a cercare anche qualche episodio che potesse farmi cambiare idea e ho trovato Colomba alla Reggina e Agostinelli. Ho parlato con un vostro collega che mi ha fatto questi due nomi. Non so se questa è la scelta giusta: neanche il tempo potrà dirlo. E' una decisione presa in buona fede comunicata più di un mese fa dopo la gara con il Cagliari. In questo tempo abbiamo riparlato senza far capire nulla alla squadra per non toglierci dalla testa il campionato. Non è stato facile, anche perché qui ho trovato le persone giuste per fare bene. Ho preferito fare un discorso di testa, anche se il rapporto rimarrà sempre lo stesso negli anni”.
RICORDO - “Quando sono venuto sapevo di non essere ben visto a causa del mio passato a Foggia, invece tutti mi hanno trattato bene. Mi sono emozionato nel vedere lo stadio che riconosceva alla squadra l'impegno. Ho firmato con la speranza di poterci salvare e onestamente non potevamo dare di più. Me ne vado con la consapevolezza di aver dato tutto. Sin dalla prima conferenza ho spiegato di non volere un biennale proprio per questo motivo. Per me avere il fardello di una retrocessione vorrebbe dire ripartire e vincere il campionato a settembre, ma non è così. Tutto questo mi ha fatto maturare la consapevolezza della decisione presa”.
RITORNO - “Nel girone di ritorno abbiamo fatto 17 punti e se mettiamo i punti persi contro Cagliari, Sassuolo e Udinese ne avremmo avuti minimo 27. E' una quota che ci saremmo meritati. Stamattina ho comunicato alla squadra la mia scelta, dicendole anche che fino alla gara con la Lazio ci credevo fortemente. Sono anche certo che se avessi detto questa mia decisione prima, non avremmo ottenuto 11 punti nelle ultime 8 partite con una grande vittoria a Milano che porterò sempre nel cuore. Abbiamo mantenuto la testa alta fino alla fine nonostante la retrocessione”.
SERIE A - “Potevo stare in massima serie a prescindere dal Benevento, dato che ho rifiutato tre anni di contratto perché non ero d'accordo con i programmi. L'anno scorso non sono tornato a Palermo una volta esonerato. Non so se posso gestire una ripartenza con la retrocessione sulle spalle. Già mi è successa una cosa del genere, quando ero reduce da una grande delusione, e ho vissuto rincorrendo quella cosa che avevo perso. Alla fine non è andata come speravo”.
ENERGIE - “Si sono viste tante squadre retrocesse con l'orgoglio del Benevento di quest'anno. Il problema è che non tutte le cose vengono da sole. Per tenere la sbarra dritta e giocare con orgoglio e dignità ci vogliono lavoro e sacrificio: questo è costato grossa energia. In B bisogna essere vergini, senza portarsi dietro nessun peso. Qui non mi manca nulla: ho un presidente che mi tratta come un figlio, un pubblico che mi applaude anche quando perdo e un direttore sportivo che ha le mie stesse idee. Sono al posto giusto ma nel momento sbagliato. Ci tengo che non si usino falsi discorsi relativi ad altre squadre perché non so neanche io dove andrò. Il primo che lo verrà a sapere è Vigorito. Se avessi pensato di usare Benevento come trampolino di lancio non sarei proprio venuto, considerati gli zero punti dopo nove partite. Conoscendo il presidente pensavo di compiere un miracolo dopo gli acquisti fatti a gennaio”.
FUTURO - “So solo che domenica sera dopo la partita Vigorito sarà un mio amico. Dire oggi se posso tornare in futuro significherebbe prendere i consensi. Una cosa è certa: negli altri posti non mi sono lasciato come qui a Benevento”.
CORAGGIO - “Nel mio passato ho fatto sempre scelte coraggiose. Non mi è passata per la testa l'idea di non vincere in B perché Vigorito da persona intelligente mi ha detto che il Benevento non ha l'assillo di ottenere la promozione. E' un aspetto personale. Qualcuno pensa che sono venuto qui perché non avevo nulla da perdere, ma non è così perché è dura avere il timore di perdere con tanti gol. Non mi sembra che altri allenatori facessero a cazzotti per prendere una squadra in quella situazione di classifica. Probabilmente conoscendo la passione e l'ambizione di Vigorito ero avvantaggiato rispetto ad altri allenatori che vedevano questa società da una prospettiva diversa. Sapevo che sarebbe andato sul mercato per finire in maniera dignitosa e così è stato. Questa squadra mi rende orgoglioso per la voglia che hanno mostrato, oltre ai valori. Con tanti di loro sono molto legato”.
DEFERIMENTO - “Non mi turba, ma quando ci sono queste cose si mette dentro tutto e tutti. Vedremo di far uscire la verità che mi scagioni al cento per cento”.
CONTINUITA' - “Era uno dei tanti motivi per una mia eventuale permanenza. Se avessi detto che vado via per restare in serie A sarebbe stato più facile, ma ho il mio pensiero. A oggi se qualcuno mi ha chiamato siamo ancora distanti”.
CHIEVO - “Cerchiamo di andare a Verona per chiudere a 20 punti il girone di ritorno. Sarebbe una grande consolazione perché rispecchierebbe la media salvezza”:
Ical
