SCUGNIZZERIA. 29 coltellate d'amore

"Nonostante tutto, il popolo sannita ha trovato il modo di amare ancora di più la propria squadra"

Benevento.  

Ne abbiamo prese 29 di coltellate. Un record. Ventinove pugnalate che avrebbero stroncato chiunque al pari di Cesare colpito a morte da Bruto. 29 pugnalate che ci hanno fatto uscire 29 volte dallo stadio imprecando, pensando a ciò che poteva essere e non è stato. Dopo 29 coltellate così pensi che nemmeno un bisonte si rialzerebbe più; il bisonte però,  noi NO. Noi da quelle 29 coltellate abbiamo trovato la forza di reagire, di amare, di inorgoglirci ancora di più. Perdo? Ed io tifo ancora di più! Mi prendi a pallonate? Ed io ti dimostro quanto amore c’è! Mi deridi? Ed io mi inorgoglisco della mia fierezza di essere sannita. E me ne vanto. E tu tifoso avversario, tu giornalista di sky, tu radiocronista sportivo, tu conduttore delle Iene o della Ds che fino ad ieri ti facevi beffe di me, hai capito piano piano che 29 pugnalate non potevano e non mi avrebbero fermato. Hai cominciato a guardare in casa mia con occhio diverso, hai cominciato a capire quanto si può essere vincenti in una sconfitta, ti sei appassionato, ed hai perfino simpatizzato per me. Alla fine sei dispiaciuto che vada via, che non ti incontrerò nei tuoi stadi, che non parlerai di me nei tuoi salotti televisivi, pertanto la domanda è: chi è che ha perso, io o tu?  Chi ci ha perso in questa serie A milionaria, cinese, americana, capace di essere grande con le grandi e piccola con le piccole, Var dipendente in un unico senso, dove non si ammette la  sconfitta, nella quale capita che  giocatori già venduti ad altre squadre vanno ad affrontarle nell’ultima di campionato, dove si piange per un pari. Anche noi abbiamo pianto per un pari, a Novembre, ma erano lacrime di gioia per il primo storico punto in serie A. Prima di quel giorno eravamo già stati pugnalati a dovere. Pugnalati da un uccellaccio dorianapoletano alla prima di campionato, da un insensibile granata al 90esimo, da una VAR che aveva il bidone al posto del cuore negandoci il pareggio al novantesimo con il Bologna, da due squadre che ci avevano preso a pallonate con i propri giocatori che esultavano dopo  un rigore regalato sul 6-0 manco avessero vinto la Champions (Mertens), o dai tifosi che erano venuti a vedere l’allenamento infrasettimanale (Roma). Pugnalate su pugnalate che avrebbero mandato al tappeto chiunque eppure un misero punticino col MIlan ci ha fatto entusiasmare e piangere di gioia.  Quel punticino ottenuto poi in maniera così anomala è stato il nostro riscatto, il nostro uscire fuori dagli schemi, la nostra ribellione. Un punto: dicevate, che sarà mai? Nulla, ma in quel nulla c’era tutto; c’era la passione di chi ha percorso l’Italia in lungo ed in largo per 9 mesi, l’orgoglio di chi al nord ci viveva e poteva dire “sono di Benevento” sapendo di non pronunciare più un nome ai più sconosciuto tipo Antananarivo capitale del Madagascar, c’era la voglia di riprendersi quello che troppo facilmente si era lasciato per strada in un girone d’andata inadatto. Ed insieme alle 29 pugnalate sono arrivati anche i sorrisi. Pochi, solo 6,  ma sono stati un segnale: quello che  il Benevento era capace anche di vincere, di giocare a calcio, di non aver paura della prima della classe facendole due gol, di sbancare San Siro, di poter recriminare legittimamente per alcune partite perse per sviste arbitrali  (Inter docet), o per poca lucidità e scaltrezza (Cagliari). Dietro a questi piccoli sorrisi, dietro a queste piccole gocce nell’Oceano c’è stato sempre un mare d’amore, di passione, di orgoglio, di appartenenza che ci hanno portato alla ribalta nazionale. Il giusto premio per quelli che venivano derisi dai bambini negli aeroporti, per i tifosi sfrocoliati a dovere sui social o dai colleghi nei lunedì in ufficio. Il nostro tifo è stato differente, la nostra passione è stata differente, il nostro amore è stato differente. Noi non siamo stati come voi. Ora facciamo un passo indietro consapevoli di avervi però insegnato e lasciato qualcosa. Da oggi perdete un valore aggiunto che avete scoperto in questi ultimi mesi. Continuate i vostri teatrini, le vostre trasmissioni pilotate nelle quali fate anche fatica a dire le cose come sono per paura di fare lo sgarro alla prezzolata di turno. Buon proseguimento. Noi, quelli delle 29 pugnalate vi abbandoniamo… non andiamo a leccarci le ferite, semplicemente iniziamo un nuovo percorso altrove, memori di ciò che da noi avete appreso. Non so se gli ultimi saranno i primi, ma noi ultimi quest’anno non lo siamo mai stati.

Scugnizzo69