Bucchi: tra gioco, imprevedibilità e pressing

Il nuovo tecnico giallorosso è tra i più emergenti con un credo ben preciso

Benevento.  

Quarant'anni (domani ne compie quarantuno) e sei squadre allenate dopo un'ottima carriera da calciatore. Cristian Bucchi può essere considerato uno dei tecnici emergenti del nostro calcio, sulla falsa riga del partente De Zerbi. I due, tra l'altro, si conoscono molto bene e il Benevento prosegue un filo logico con un altro allenatore che cerca di imporre al meglio le proprie idee sul terreno di gioco. Quest'anno con il Sassuolo è stato esonerato dopo la quattordicesima giornata: per tale motivo non esaminiamo una stagione che l'ha visto protagonista a “metà”, ma facciamo un passo indietro, osservando il suo Perugia che si è fatto apprezzare con un quarto posto e il raggiungimento della semifinale play off, dove è stato eliminato dallo stesso Benevento.

Una caratteristica peculiare del nuovo tecnico giallorosso è l'imprevedibilità. Il modulo più utilizzato è il 4-3-3, ma in base all'avversaria può anche cambiare le carte in tavola passando al 3-4-3 o al 3-5-2, proprio come fatto spesso da De Zerbi nel corso della stagione appena conclusa.

In fase di costruzione cerca di partire sempre dal basso, formando un rombo composto dal portiere come vertice basso, i due centrali che si allargano e un centrocampista che indietreggia per formare il vertice alto. Quest'ultimo non è mai lo stesso: c'è una continua rotazione che non fornisce agli avversari punti di riferimento.

Una volta partito dal basso, le squadre di Bucchi cercano di rendersi pericolose soprattutto attraverso le corsie esterne.

In fase di non possesso, una caratteristica importante del credo di Bucchi è il pressing elevato, contraddistinto dall'attacco aggressivo al portatore di palla avversario. 

Con il Perugia, Bucchi ha dimostrato anche di fornire alle sue squadre una buona condizione psicofisica, dato che i biancorossi riuscirono a segnare molti gol nei minuti finali dei match. E' stata anche la squadra che ha subito meno sconfitte nell'intero torneo (7), ma allo stesso tempo ne ha pareggiate tante: ben 21.

Dopo la breve esperienza in massima serie, il tecnico capitolino torna in serie B per cercare di riscattarsi nel migliore dei modi, proprio come il Benevento. L'esperienza di Sassuolo gli avrà anche permesso di limare qualche dettaglio nel suo modo di allenare, in modo da metterlo subito a disposizione dei colori giallorossi. Adesso non ci resta che attendere il mercato per "visionare" la nuova rosa che gli verrà messa a disposizione. La nuova Strega prende sempre più forma. 

Ivan Calabrese