Questione stadio, errori e amnesie del Comune

Nella recente delibera della giunta Mastella non è stata rinnovata la convenzione

Benevento.  

Nell’ultimo decennio Oreste Vigorito oltre ad essere concentrato ad allestire formazioni per tentare la scalata prima all’agognata B e poi addirittura la serie A, spesso è stato costretto a occuparsi anche dell’annoso e delicato problema dello stadio. Per evitare la chiusura dell’impianto di via Santa Colomba per questioni di agibilità, per far aumentare la capienza e quindi poter giocare in B o A, per poter disputare incontri in notturna o addirittura avere l’ok alle iscrizioni e non essere costretti a giocare su campo neutro o a rischiare l’estromissione, il presidente sannita ha puntualmente e con cadenza annuale ed in alcuni casi semestrale provveduto di tasca propria ad appaltare e far effettuare lavori. Ha sborsato diversi milioni di euro, tutti documentati, per adeguare l’impianto di illuminazione, numerare i posti, ristrutturate le tribune centrali, laterali e inferiori, installare i sediolini nei vari settori, tinteggiare e riattare gli spogliatoi e gli spalti, creare le barriere anti-invasione, aggiustare e rimodernare i fatiscenti servizi igienici, costruire nuovi locali per antidoping, televisioni e altro, acquistare ed installare tornelli, creare le barriere per il pre-filtraggio, adeguare le cabine elettriche e gli impianti wi fi. E la lista potrebbe continuare all’infinito. Del resto basta recarsi presso la struttura ed a parte il cemento armato tutto quello che vedete è stato riattato o creato dal patron. Un dato di fatto incontrovertibile che ha contribuito ad aumentare riconoscenza nei confronti della società targata Vigorito non solo da parte dei calciofili, ma dall’intera comunità che ha visto rivalutato l’ex Santa Colomba che fino agli anni 2005 circa versava in condizioni precarie ed era già diventato fatiscente ed obsoleto. Un peso per la comunità e per le varie amministrazioni comunali che non potevano investire cifre ingenti. Alla luce di ciò, le precedenti giunte a parte la riconoscenza concreta hanno siglato convenzioni pluriennali o concesso proroghe non andando a variare situazioni e condizioni alla luce di quello che era il debito accumulato e per il quale lo stesso Vigorito non ha mai avanzato pretese e né crediamo lo farebbe per quell’amore e legame indiscusso che nutre verso la nostra provincia e che è tangibile sotto tutti i punti di vista. Accade che la scorsa estate la nuova giunta alle prese con il rinnovo della convenzione e alla luce di nuove normative dettate e controllate dalla Corte dei Conti ha chiesto di stilare una nuova convenzione che preveda l’esborso di una cifra più congrua e l’intestazione delle utenze alla stessa società giallorossa. Una situazione della quale il Benevento ha preso atto all’epoca, dando disponibilità ad accettare, ma chiedendo giustamente che si definisse anche la questione dei lavori anticipati dal Benevento Calcio spa. Inviato il dossier per consentire a tecnici e contabili comunali di fare i conti e definire la partita dare avere con Palazzo Mosti che chiederebbe il pagamento delle utenze degli anni scorsi corrisposte al posto del club, proprio qualche giorno fa, il presidente Vigorito anziché essere chiamato per discutere della nuova convenzione, ha avuto la proroga di un altro anno, ma contestualmente la richiesta perentoria di pagare entro 60 giorni il conto legato alle vecchie utenze… Dall’altra parte, però, silenzio assoluto sulla restituzione delle somme anticipate per lavori, cominciando da quelli effettuati lo scorso luglio con gli addetti delle ditte impiegati persino di notte per concludere gli interventi entro l’inizio del torneo di massima serie per evitare che il Benevento giocasse contro Juve, Milan, Inter a Bari o Napoli il campionato del sogno. Il sindaco Mastella e gli altri amministratori sarebbero stati costretti, senza le anticipazioni di Vigorito a consegnare le targhe ricordo ai loro idoli in altre città. Nessuna comunicazione o chiarimento o annuncio di spiegazione. Come dire dammi quello che mi spetta, per quanto riguarda il tuo tira a campare… Mancanza di stile, chiarezza, ma anche di delicatezza e cortesia verso chi, tutto sommato, a questa città a parte lo stadio, da anni sta dando lustro, ritorni d’immagine, popolarità, sta investendo denaro e perché no sta regalando felicità ed emozioni a migliaia di sanniti. Ma vogliamo essere “buonisti”, sicuramente ci sarà stato qualche errore o delle amnesie da parte del Comune. Lo vogliamo credere e lo speriamo, diversamente non troviamo altre spiegazioni e forse le meriterebbero Vigorito e gli stessi beneventani. Non vorremmo che qualcuno voglia iniziare una nuova stagione, in totale contrasto con quelle vissute nei precedenti undici anni... Speriamo e abbiamo voglia di sbagliarci, ma chi fa calcio e lo fa a certi livelli forse meriterebbe maggiore considerazione e trattamento, al di là delle parole che lasciano il tempo che trovano.

Antonio Martone