Pulsvalenze Chievo-Cesena, storia vecchia

Una stria scoperta da Striscia la Notizia a febbraio senza che nessuno alzasse un dito

Benevento.  

Come spesso capita in Italia, gli scandali vengono fuori un po' per volta, mai nei tempi canonici. Delle plusvalenze tra Chievo Verona e Cesena ne aveva parlato ampiamente Striscia la Notizia (il Tg satirico di Mediaset ha scoperto tante magagne nel Belpaese...) il 6 febbraio del 2018. Tanto che chi aveva attentamente ascoltato le parole dell'inviato Moreno Morelli, aveva subito pensato ad un grave illecito amministrativo, roba da inficiare subito i risultati ottenuti sul campo. Sì, anche chi operava a Benevento aveva pensato che forse c'era la possibilità di scalare un posto nella classifica delle squadre in lotta per non retrocedere. Ma alla fine lo scandalo vero e proprio è scoppiato solo ora, a distanza di cinque mesi. Colpa della crisi irreversibile del Cesena, che ha consentito di spulciare i suoi libri contabili. E così sono di nuovo venuti fuori questi passaggi incredibili di giocatori, solo per generare plusvalenze e mettere a posto bilanci che a posto non erano. A scapito di chi, con sacrifici, i suoi bilanci li mostrava con orgoglio agli specialisti della Covisoc.

Lo ricordate Morello che snocciolava queste operazioni tra Chievo e Cesena: per un ragazzino nigeriano del 2001 il Cesena riportava in bilancio un esborso di un milione e ottocentomila euro. Peccato che il ragazzino in questione fosse stato dato in prestito alla società di Eccellenza, Villafranca Veronese dove aveva per altro fatto poche presenze e aveva anche esternato la volontà di smettere. E che dire del portiere Lorenzo Placidi (nome e cognome perchè maggiorenne) sempre ceduto dal Chievo al Cesena per duemilioni e 200mila euro, poi dato in prestito gratuito alla società di serie D Caldiero Terme dove aveva giocato pochissime partite. E Pietro Borgogna, ceduto sempre dal Chievo al Cesena per quattro milioni, che ammetteva di prendere nella società in cui giocava un rimborso di 200 euro mensili. Insomma, storia vecchia. Nè è giusto che Malagò ora dica che è difficile giudicare quale sia la più giusta valutazione di questi ragazzi: l'imbroglio è evidente, così come ora si evince chiaramente come si aggiustino i bilanci. E dunque ci si mette in condizione di essere iscritti. E' questo ciò che aveva fatto il Cesena negli ultimi tre anni (e forse più) accumulando una settantina di milioni di debiti, ma con bilanci assolutamente a posto. Se non è illecito amministrativo questo... La Figc apra gli occhi. E pure la Covisoc.