Era una promessa. E lui l'ha mantenuta. Come sempre. Per non deludere le aspettative e alimentare così sogni e speranze di un intero popolo, quello giallorosso. Quello che appartiene alla Dormiente, come ama definirlo nelle sue “chiacchierate alla gente”. Per sussurrare che è arrivato il momento di svegliarsi e credere nelle potenzialità di una città che non ha nulla da invidiare alle altre e che grazie all'ultima impresa ha capito finalmente che si può essere primi in qualcosa. Da qui il via ad una campagna abbonamenti attenta a tutte le categorie e soprattutto diretta a quelle persone che anche per assistere ad una partita di calcio devono fare a botte con le proprie tasche. “Questa società e questa squadra avranno bisogno di tutto il vostro sostegno. Di chi verrà allo stadio ma anche di chi ne resterà fuori. Per questo vi chiedo affetto e supporto per portare anche in B quello spirito che ci ha accompagnato nell'ultima stagione”. Non è stato semplice ripartire da una retrocessione, quando l'anno più bello si è trasformato in quello più difficile, per motivi personali e per i risultati calcistici che seppur dettati dal campo hanno comunque alle spalle giornate intere di sacrifici. “Non è stata la mia unica retrocessione nella vita. Chi la guarda da fuori pensa che io sia un fortunato e per carità ne ho vissuti di momenti belli ma anche di retrocessioni. Perché si retrocede quando si viene relegato all'ultimo banco di scuola, quando non si supera un concorso, quando si perdono man mano persone della propria famiglia. E quando si va avanti con l'età e le spalle si curvano per le tante delusioni diventa più difficile andare avanti. Così mi chiudo nel mio assordante silenzio e penso. Penso all'ultima immagine che il calcio mi ha regalato, a uomini in lacrime che festeggiano con un pubblico colorito e numeroso nonostante le sconfitte. E penso ancora: se Puggioni dice di non mollare, perché dovrei farlo io e abbandonare così chi ha ancora voglia di sognare e di lottare. Ed eccomi qui”. In una città che sente sua. E che nei momenti difficili gli ha dimostrato vicinanza. “Io non dimentico mai”. Ripartire è stata una scelta sofferta, pensata e forte della consapevolezza di mettere in piedi prima di tutto un insieme di uomini veri. “Ciò che ci sta spingendo in questa costruzione, tra arrivi e partenze, è legata alla voglia di continuare a puntare su calciatori con un anima oltre che con delle competenze che bisogna avere per essere idonei alla maglia che indosseranno”. Un pensiero che si riflette in quello del diesse Foggia e di mister Bucchi. Due figure giovani e allo stesso tempo motivate. Di cui lui va fiero. “Solo oggi ho fatto il contratto a Foggia, finora ha lavorato senza chiedere nulla. Ha operato da diesse seppur ancora con l'incarico del settore giovanile”. Tante conferme all'interno della società, qualche ritorno e nuovi incarichi per un gruppo di persone che in questi anni gli hanno dimostrato serietà e vicinanza. Con la novità del medico sportivo. “Salvatori ci darà piena disponibilità. Finalmente avremmo il medico del Benevento e non chi può dedicarsi ai nostri calciatori solo per qualche ora”. Poi l'attenzione al sociale e un messaggio forte ai giocatori presenti nella sala del President. “Andremo di più negli ospedali, nei luoghi per gli anziani. Dalle persone più deboli. E per farlo non rinunceremo agli allenamenti ma al tempo libero per portare il nostro calore laddove ce ne sarà bisogno”.
Benevento, Vigorito riparte: Lo farò con tutti voi per mano
Con le sue parole inizia la nuova stagione della strega
Benevento.
