Novanta minuti di cori e sfottò, poi l'esultanza liberatoria. I tifosi della Juve Stabia hanno sudato freddo provando ad esorcizzare la paura in qualsiasi modo. Poi, al triplice fischio di Guccini, hanno finalmente potuto smascherare quanta tensione si celasse dietro la sfida del Vigorito. Il derby contro il Benevento era particolarmente temuto dai sostenitori gialloblu, e questa non può che essere una chiarissima indicazione. Un passo falso poteva essergli fatale, ma poteva esserlo anche un pari, vista la situazione relativa agli spareggi che si presentava in completa evoluzione. Il ko, poi, stava per concretizzarsi nei minuti finali, quando il Benevento pur non forzando troppo ha provato a portare a casa l'intera posta in palio e la Casertana si era portata contemporaneamente sul pari all'Arechi. Un gol della strega, in quel caso, avrebbe fatto venir fuori qualche spettro in più nel settore ospiti. L'urlo liberatorio dopo i tre fischi di Guccini lascia intendere che la Juve Stabia sapeva che sarebbe stata partita vera. Sapeva che di questo Benevento non ci si potesse proprio fidare. Era perfettamente consapevole che anche senza stimoli particolari i sanniti possono far paura a chiunque. Una certezza in più per i ragazzi di Cinelli e Landaida: ai play off, al di là della classifica e dei 76 punti, la squadra da battere sarà quella che proviene dalla Dormiente.
Francesco Carluccio
