E' uno scherzo?La discriminazione vale quanto gli aeroplanini

Per il Giudice Sportivo augurare la morte non è meno pesante del lancio di qualche pezzo di carta

Benevento.  

Che schifo. E' il primo commento d'istinto che esce fuori dopo aver letto il comunicato del Giudice Sportivo. Poi ci pensi sopra, le domande si susseguono ma non trovano alcuna risposta. Domenica sera la tifoseria foggiana ha nominato il vulcano più invocato nel mondo con l'auspicio che una sua eruzione possa far scomparire l'intera regione Campania. Un “sogno” esagerato, ma si tratta di una discriminazione evidente, aspra e cattiva. C'era chi attendeva con ansia la possibile sanzione, ma bisogna capire che qualsiasi multa non cambierà mai ciò che ormai fa parte della cultura di tante piazze che si dilettano a insultare in un modo “diverso” dal classico "chi non salta insieme a noi cos'è...".

Il verdetto? 5Mila euro. Nulla di più. Poi si riflette: non è la stessa somma che ha dovuto versare il Benevento? Per quale motivo? Lancio di aeroplanini. In poche parole augurare la morte a quasi 6 milioni di persone (gli abitanti della Campania) equivale al lancio di qualche pezzo di carta sul terreno di gioco. E' uno scherzo? Ripetiamo, la somma lascia il tempo che trova perché non porterà mai a risultati concreti, ma è imbarazzante aver messo sullo stesso piano due infrazioni dal peso totalmente diverso. Se un bambino lancia in campo un aeroplanino, il padre può redarguirlo e dalla volta successiva non oserà più farlo. Quando lo stesso invece segue i più grandi nell'invocare il Vesuvio, statene certi che lo farà per tutta la vita. Per il Giudice Sportivo è la stessa cosa, passibile di una eguale ammenda. Applausi. Quindi non lamentiamoci più, ma siamo orgogliosi dello spirito sportivo e felice del Ciro Vigorito, nel quale stanno crescendo con gioia i tifosi giallorossi del domani. 

Ivan Calabrese