Le due sconfitte subite contro Foggia e Pescara hanno un po' macchiato l'entusiasmante inizio di stagione del Benevento, contraddistinto dalla qualificazione al quarto turno di Coppa Italia dopo l'exploit di Udine e i dieci punti ottenuti in cinque giornate. Qualcosa è andato storto con i satanelli, dove i giallorossi hanno comunque mantenuto la propria identità a fronte di qualche errore individuale che sono costati la sconfitta. All'Adriatico, invece, non c'è stata partita, con una squadra irriconoscibile che ha assistito inerme alla propria disfatta.
Bucchi ha concesso dei giorni di riposo per riordinare le idee. Il tecnico, come da lui stesso affermato, aspettava questa sosta per poter fare il punto della situazione a trecentosessanta gradi dopo tre mesi di intenso lavoro. In tanti si chiedono quali siano state le ragioni dell'involuzione vista a Pescara. Sul banco degli imputati ci è finito il turn over e la continua rotazione. Può essere vero, ma tante volte abbiamo lodato Pasquale Foggia per aver costruito una rosa completa in tutti i reparti con calciatori che potrebbero giocare titolari in qualsiasi squadra del campionato cadetto. In un torneo così complicato è sicuramente un punto di forza, ma nessuno oserebbe stare nei panni di Bucchi quando bisogna stilare l'undici titolare. E' davvero complicato trovare gli equilibri giusti e questo aspetto è l'inevitabile rovescio della medaglia quando si ha un gruppo così ben assortito. Non vediamo gli allenamenti e non conosciamo la condizione dei calciatori, quindi è un azzardo poter fare delle supposizioni. Le prestazioni individuali indicano comunque che ci sono dei calciatori non ancora al meglio della condizione, a fronte di altri che quando sono stati chiamati in causa hanno risposto sempre al meglio. Fatto sta che Bucchi ha variato più volte la sua squadra: a parte la difesa che è stata falcidiata dagli infortuni (Costa, Tuia, Billong e il convalescente Antei), il tecnico ha cambiato molto anche a centrocampo, utilizzando in sei gare ufficiali quattro tridenti. Quello visto a Pescara, ad esempio, è stato proposto soltanto alla prima giornata contro il Lecce. In attacco il trio più gettonato dal mister è stato quello tra Ricci, Coda e Improta. Un dato abbastanza curioso è che soltanto in un'occasione è stato confermato l'undici titolare della giornata precedente e il Benevento ha sfoderato la migliore prestazione stagionale, esattamente nel derby con la Salernitana. Una semplice curiosità senza andare nel profondo, perché come detto nessuno conosce al meglio la condizione dei singoli rispetto a chi li vede lavorare ogni giorno. E' importante rimarcare un altro aspetto, messo in risalto dallo stesso Bucchi: ha affermato che i suoi ragazzi non hanno ancora capito la difficoltà della categoria e che i “guai” sono iniziati dopo il gol di Coda al Foggia perché gli undici in campo pensavano già di aver vinto. Il problema, quindi, è mentale? Ci auspichiamo di sì, anche perché non ci sono altre possibili spiegazioni. La sosta arriva a pennello, poi ci sarà il doppio turno casalingo contro Livorno e Cremonese che potrebbe ridare slancio ai giallorossi, supportati dal proprio pubblico che, a parte i fischi meritati di Pescara, ha tanta voglia di incitarli per ritrovare la continuità perduta.
Ivan Calabrese
