Esattamente un anno fa la strega si imponeva a Catanzaro staccando il pass per le semifinali. Era l'11 maggio, pomeriggio torrido ai limiti del descrivibile. Non esattamente l'ideale per familiarizzare con una formula play off innovativa quanto crudele. Quarti di finale in gara unica: una questione da risolvere in novanta minuti (al massimo centoventi più rigori) al termine dei quali l'ospite indesiderato viene costretto a fare le valigie e ad abbandonare anticipatamente il banchetto. Sarà così anche quest'anno, con la differenza che la formula si è innovata ancor di più. Il passaggio ai tre gironi da venti squadre, l'eliminazione della Seconda divisione e gli spareggi incrociati danno l'ennesimo tocco di imprevedibilità ad un torneo già di per sé molto complesso. Le caratteristiche per affrontare la roulette ad otto squadre non dovrebbero mutare di molto. Carattere, corsa, voglia e ovviamente una dose importante di idee. Il Benevento con la Juve Stabia ha lanciato segnali da interpretare in maniera del tutto positiva. Al cospetto di un avversario che aveva tutto da perdere, i giallorossi non hanno sfigurato per motivazioni e orgoglio mettendo in mostra anche una condizione fisica in crescendo. Gli "eroi" di Catanzaro in particolare si sono distinti insieme a numerosi compagni. Melara sulla fascia destra ha dato del filo da torcere più di una volta a Contessa e lo stesso si può dire di Padella, che al centro della difesa è parso brillante nel sostituire momentaneamente Lucioni, candidandosi ad una maglia da titolare nel confronto con il Como che varrà una stagione. Furono loro due, esattamente un anno fa, a gonfiare la rete alle spalle del catanzarese Bindi dando modo ai tifosi sanniti di continuare a sognare. E loro due potrebbero essere l'immagine anche di questo Benevento. Il capitano ha saltato gran parte della stagione a causa di un infortunio muscolare; il centrale ha giocato poco ma bene, rivelandosi un vero jolly e confermandosi atleta dal grandissimo spirito di sacrificio. Ora sono prontissimi. Un anno, un giorno, sognando di replicare Catanzaro. Yes, we can.
Francesco Carluccio
