Siamo in un campionato in cui le qualità tecniche non sono più importanti della testa. La serie B rappresenta un filo sottile, dove basta davvero un niente per sprofondare. Allo stesso tempo non ci vuole neanche tanta fatica per trovarti con un paio di vittorie in zona promozione. Regna un equilibrio totale, come testimoniato dai recenti risultati delle altre squadre. Di conseguenza la continuità rappresenta un fattore fondamentale per poter ambire a qualcosa d'importante, ma serve anche una condizione psicologica solida su cui poter fare affidamento.
Bucchi parla di errori individuali in occasione dei gol concessi agli avversari e siamo d'accordo; in casi del genere moduli e tattiche servono a poco, soprattutto se subisci costantemente nei primi minuti del secondo tempo. Non si rientra in campo con la giusta concentrazione, così come sembra essere inaccettabile che una squadra come il Benevento – supportata da oltre diecimila presenze casalinghe – possa per ben due volte perdere tra le mura amiche dopo essere passata in vantaggio. E le rimonte? Non se ne parla, se non quella entusiasmante fatta vedere alla prima giornata contro il Lecce. Davvero siamo di fronte a una squadra debole dal punto di vista psicologico? Speriamo di no, anche perché avere in rosa gente dalla grande esperienza dovrebbe cancellare questa simile evenienza. Adesso non ci piace parlare di moduli o di tattiche. Nel calcio sono tutti bravi a sottolineare il proprio parere dopo la partita evidenziando gli errori commessi, così non si sbaglia mai. E' il gioco delle parti. Ciò nonostante appare evidente che ormai lo stile di gioco dei giallorossi sia prevedibile, permettendo a una squadra di medio - bassa classifica come l'Ascoli di bloccare tutte le fonti, caratterizzate tra l'altro da un Viola snaturato e un Nocerino che non ha ancora dimostrato di poter fare la differenza. Servirebbe una svolta proprio in questo contesto, considerato che la diffoltà del campionato sta proprio nel fatto che non c'è una gerarchia ben precisa: tutte possono vincere contro chiunque, quindi la costanza nei risultati fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta.
Per questo è un piccolo delitto per il Benevento aver già perso due partite in casa, dove dovrebbe per forza di cose costruire le proprie fortune come fatto dalla squadra che due anni fa approdò in massima serie. Il morale dei tifosi non è sereno a causa di questi fattori, fermo restando che la promozione non è un assillo per nessuno. Gli stessi puntano il dito soprattutto su Bucchi e Puggioni, invocando tra i pali il giovane Montipò. Nonostante tutto sabato saranno presenti anche a Carpi, dove la testa dovrà essere ben salda sul collo per tornare al successo. La classifica non tragga in inganno: sarà una battaglia da affrontare con determinazione per scacciare gli incubi. Bisogna scendere in campo, quindi, da vero Benevento.
Ivan Calabrese
