Minuto 85 di Carpi – Benevento. Gli emiliani vanno in rete con Concas e riaprono incredibilmente un match che poi riequilibreranno nei minuti di recupero. Otto giorni dopo, nella gara di La Spezia, i giallorossi subiscono due gol in 24 minuti di gioco. In poche parole, se si tengono in considerazione entrambi i match, la truppa di Bucchi ne ha incassati quattro in mezz'ora di calcio giocato. Chi si aspettava un cambio di rotta dopo quanto accaduto al Cabassi è rimasto profondamente deluso. Anzi, si è fatto addirittura un passo indietro rispetto a quanto visto in Emilia.
Vi avevamo parlato dei problemi della Strega in fase difensiva, i quali sono costati non pochi punti. Un altro tallone d'Achille è l'atteggiamento a inizio secondo tempo, con gli attacchi avversari che hanno bucato la retroguardia sannita ben nove volte su diciotto nei primi quindici minuti della ripresa. Può essere un caso una volta, ma quando diventa una costante vuol dire che c'è qualcosa che non va nell'intero meccanismo di squadra. Il gol di Ricci, messo a segno allo scadere del primo tempo, avrebbe mandato un gruppo normale negli spogliatoi con la bava alla bocca di dover subito riequilibrare il risultato. Invece nulla, e come se non bastasse al 13' lo Spezia ha chiuso la partita con il tris. Incredibile davvero. Tutto ciò si ricollega a quanto esposto da Foggia nel dopo partita: “manca il cuore e la voglia di portare a casa il risultato”.
Le tattiche c'entrano poco in casi come questi. Qui entrano in gioco valori, passione, determinazione e dedizione alla causa. Qualità fondamentali per poter eccellere in qualsiasi contesto e che nel Sannio sembra siano state nascoste da qualche cattivo stregone.
Ical
