Scorrendo l'elenco degli uomini play off si fa poca fatica a trovare il suo nome. Giuseppe Statella nel 2009 permise alla strega di staccare il pass per la finale capitalizzando al meglio uno scambio nello stretto con Sebastian Bueno e battendo Bremec per la seconda volta. Per chi avesse la memoria corta, si parla di Benevento-Foggia 2-2, gara che non è divenuta epica solo a causa dell'esito della finalissima. Ma questa è un'altra storia. Statella ora ha ventisette anni, ha smesso i panni dell'enfant prodige e ed è ufficialmente in vacanza dopo un bel finale di stagione ("Anche se dal calcio è impossibile separarsi in maniera totale", parole sue). Da gennaio in poi ha militato nel Cosenza togliendosi la soddisfazione di vincere la finale di Coppa Italia Lega Pro e di portare dunque a casa il trofeo insieme ai compagni. Nell'atto conclusivo a cadere sotto i colpi dei calabresi è stato proprio il Como, prossimo avversario dei giallorossi. "Un avversario da non sottovalutare, pieno di ottime individualità. I lariani hanno entusiasmo e potrebbero essere la mina vagante, ma è indubbio che le qualità del Benevento possono fare la differenza".
A poche giornate dal termine davano tutti per spacciato il Como, ti aspettavi che la squadra di Sabatini potesse approdare alla post season?
"Francamente no, soprattutto nel periodo in cui l'ho affrontata in finale. Il Como dopo il doppio confronto con noi ha ritrovato certezze importanti approfittando della flessione dell'Alessandria".
Prendendo in considerazione il doppio confronto di coppa Italia non dovrebbe esserci partita...
"E si commetterebbe un grave errore. Il Como ha calciatori di livello, un organico sicuramente inferiore a quello del Benevento ma comunque in grado di dare fastidio. Davanti Ganz e Le Noci sono bravi a trovare soluzioni e a centrocampo gioca Castiglia che oltre ad esser eun mio amico è anche un bel giocatore".
Che consiglio daresti al Benevento?
"Attaccare la profondità, verticalizzare e provare a sfruttare gli spazi. Per indole quando il Como attacca porta avanti una vasta mole di calciatori, per questo il contropiede potrebbe essere un'arma importante. Noi l'abbiamo sfruttata soprattutto all'andata quando ci siamo imposti al Sinigaglia 4-1"
Una delle ultime squadre affrontate nella stagione regolare invece è stata proprio quella giallorossa. Impressioni?
"Buone. Al San Vito ho visto un Benevento molto pratico e non posso che augurare il meglio ai mister Cinelli e Landaida, miei ex compagni di squadra".
Ti aspettavi di trovarli seduti sulla panchina del Benevento?
"Onestamente no, ma è un'opportunità che meritano pienamente. Quando giocavo avvertivo che fossero leader, sempre pronti a dispensare consigli ai più giovani come me".
Il ricordo giallorosso più bello?"
"Sicuramente quel gol al Foggia, ma anche la rete a Lanciano, nella stagione regolare. Avevo la sensazione che quella potesse essere la partita della svolta per il nostro campionato, ma quell'anno mi resi conto che non sempre vince il più forte. Da juventino mi auguro accada lo stesso anche stasera nella semifinale con il Real Madrid. Sabato però no, la squadra più forte vincerà. E la più forte è senza ombra di dubbio il Benevento".
Francesco Carluccio
Foto tratta dal sito ufficiale del Cosenza
