Tanti tifosi tornano a casa: sono loro gli unici penalizzati

Drenaggio non all'altezza. Il rimborso del biglietto sarebbe il minimo

Benevento.  

Ne erano circa 270 nel settore ospiti. Hanno sfidato la pioggia con una serie di cori, pur sapendo che la gara non si sarebbe giocata. Addirittura qualcuno si è tolto anche la maglietta, evidenziando come le condizioni atmosferiche non toccano in nessun modo la passione verso la squadra del cuore. I sostenitori del Benevento hanno atteso il verdetto finale del rinvio, sono rimasti al San Vito continuando a fare il tifo e dopo un po' hanno raggiunto i propri mezzi per fare ritorno a casa. La decisione del recupero nella giornata di domani non gli ha fatto cambiare idea: la passione è infinita, ma occorre anche preservare quelle che sono le prerogative personali. Ad esempio prenotare un albergo con dei vestiti zuppi d'acqua, senza alcun ricambio, non è affatto fattibile. Il morale era davvero basso, ma prevale anche un senso di frustrazione per un qualcosa di prevedibile considerate le condizioni non ottimali del terreno di gioco del San Vito. Nella rabbia generale si è chiesta anche la vittoria a tavolino, ma è una soluzione poco fattibile nel momento in cui la gara viene rinviata a causa delle condizioni meteorologiche. 

Domani i tifosi calabresi potranno tornare allo stadio senza alcun problema, mentre molti dei 270 beneventani vedranno la gara da casa. Alla fine pagano sempre coloro che ci mettono passione ed entusiasmo, oltre a tanti soldi, per poter stare vicino alla propria squadra. Purtroppo non si può inverire contro la natura, ma su chi cura il terreno del San Vito, e in particolare il drenaggio, sì. 

Il rimborso del biglietto sarebbe il minimo, non per il costo che è irrisorio, ma come gesto simbolico che renderebbe un po' meno amara questa triste giornata.