Calci di rigore, una lotteria da evitare

Il Como lo scorso anno fu eliminato ai quarti dal dischetto; il Benevento quest'anno in Tim Cup

Benevento.  

Nel malaugurato caso in cui sabato i tempi di gioco dovessero allungarsi, alzate gli occhi al cielo e appellatevi alla buona stella di William McCrum. A molti il nome non dirà nulla, eppure appartiene a un signore irlandese che ha cambiato la storia del calcio. Direttore di un'industria tessile nella vita e portiere sul rettangolo di gioco, nel 1890 si fece venire in mente l'idea del penalty perchè stanco dei troppi falli di mano in prossimità della linea di porta. Uno spunto nato per gioco ma finito nel tempo (con dovuti accorgimenti e innovazioni) per diventare ago della bilancia nonchè giudice supremo dell'umore del tifoso ad ogni latitudine. Inutile scomodare esempi e paragoni ingombranti (Pasadena '94, Saint Denis '98, Amsterdam 2000, Manchester 2003, Berlino 2006 e così via...), ciò che conta in questo momento è sapere che tra le tante eventualità possibili ai play off c'è anche quella della lotteria dei rigori. E in quanto possibile non ci si può sottrarre dal prenderla seriamente in considerazione.

Formula - Le regole in Lega Pro sono cambiate lo scorso anno. Quarti di finale in gara unica con il solo vantaggio del fattore campo per la squadra classificatasi meglio al termine della regular season. In caso di parità, supplementari e rigori. Una lotteria da evitare, uno spettro che fa paura a tutti perchè azzera le differenze, un po' come la Livella di Totò. A undici metri dal sogno siamo tutti uguali. E sarebbe così ipoteticamente anche in semifinale e finale.

Precedenti - Lo scorso anno ben quattro gare su otto nei quarti di finale si risolsero oltre i tempi supplementari. Nel girone A Vicenza-Savona, Cremonese-Albinoleffe e Sudtirol-Como; nel girone B Lecce-Pontedera. Insomma, i lariani non godono di un ottimo precedente agli spareggi con la nuova formula considerando che dodici mesi fa videro infrangere il loro sogno nel peggior modo possibile. Dei tiratori di quella serie sfortunata però sono rimasti solo Le Noci e Defendi.

Attualità - E' giusto comunque partire da questi due attaccanti per trasferirci alla stagione in corso. Va chiarito che sia Benevento che Como sono già stati protagonisti di una serie dagli undici metri quest'anno. Entrambe le squadre in Tim Cup, entrambe al secondo turno, ma con esiti differenti. I giallorossi furono eliminati dall'Entella a Chiavari dopo ben sette rigori calciati, mentre il Como passò a Frosinone segnando tre rigori su cinque e ringraziando la scarsa vena dei ciociari dal dischetto. I tiratori di quel giorno? Il solito Le Noci (che non ne sbaglia uno: tre su tre nella stagione regolare e gol anche a Sudtirol e Frosinone oltre l'extratime), Defendi (male: zero su due tra Sudtirol e Frosinone) Casoli (parato), Ambrosini e Fietta (entrambi in gol). Ma da qui a dire che in caso di pareggio li tirerebbero di nuovo loro ce ne passa. Curiosità: Simone Ganz, uomo partita a Mantova, non ha ancora calciato un rigore tra i professionisti ma ne ha segnati tantissimi nel campionato Primavera con la maglia del Milan.

Situazione Benevento - Nella sfortunata serie di Chiavari sbagliarono Lucioni, Som e Melara. Gioia personale per Doninelli, Montini (che però non è in rosa), Marotta e Celjak. Non bastò per passare il turno, ma buone indicazioni arrivarono anche da Piscitelli che parò con disinvoltura due rigori all'Entella. La rosa giallorossa è farcita di calciatori specialisti (Eusepi ha fatto 5 su 6 quest'anno), di personalità e tecnica. Si pensi ad esempio a De Falco, D'Agostino, lo stesso Pezzi (in gol ai quarti di finale contro il Lecce l'anno scorso) e Allegretti, abituati a pressioni di questo genere. In quei momenti sono importanti sangue freddo e lucidità, ma c'è un dettaglio in particolare che mette d'accordo tutti quelli che li hanno vissuti: nel momento in cui dal centrocampo ti dirigi verso il dischetto, la porta invece di sembrare più grande pare restringersi. E' in quell'istante che sarebbe cosa dovuta alzare gli occhi al cielo per poi perdersi in una velocissima preghiera a William McCrum e alla sua lucida follia. Ma in fondo, caro William, chi te l'ha fatto fare?

Francesco Carluccio