Letizia: "Da barista alla serie A solo con le mie forze"

L'esterno giallorosso si racconta: "Con il Genoa ho pianto. Questa piazza non può stare in B"

Benevento.  

Intervista eslusiva concessa da Gaetano Letizia ai microfoni di Ottochannel nello scenario del bar Gusto Puro, sito in via Pietro Nenni a Benevento. Il calciatore giallorosso ha ripercorso tutta la sua carriera, a partire dagli esordi in Promozione: 

"Quando giocavo in serie D ero un barista, mi svegliavo alle sei del mattino e subito dopo andavo a Pianura per allenarmi. La mia è stata una grandissima scalata e sono riuscito a farla soltanto con le mie forze. La figura di mio padre è stata determinante, mi ha aiutato tanto. Alla fine con tanti sacrifici sono riuscito ad arrivare ai vertici del calcio italiano, anche se ogni anno per me è un punto di partenza. Se mi sento fortunato? No. E' fortunato colui che fa poco e si trova subito in una situazione spettacolare. Io ho vissuto tutto sulla mia pelle, nessuno mi ha regalato nulla e per tale motivo non mi sento fortunato". 

SERIE A - "Mi ha insegnato tanto. Quando sei su dei campi così importanti devi dare tutto per salvarti. Purtroppo con Carpi e Benevento mi è capitato di retrocedere, quindi mi auguro di tornarci e di non scendere più". 

CAPITANO - "Indossare la fascia da capitano è un orgoglio per tutti. Per me è una soddisfazione davvero bellissima, cercherò di portarla sempre in alto". 

BENEVENTO - "E' una città molto bella. I tifosi mi sono vicini e si vive davvero bene. Mi piace. Come trascorro il tempo libero? Mi sposto tra Napoli, Salerno e la stessa Benevento con la mia fidanzata". 

SOCIAL - "Hanno cambiato tutto, ormai non si vive più senza. Secondo me meno ci stai e meglio è". 

INFANZIA - "Sono cresciuto a Scampia in una famiglia sana. Il merito va ai miei genitori che mi sono stati vicini, soprattutto mio padre che mi ha seguito tanto senza lasciare nulla al caso".

TIFOSI - "E' una piazza calorosa. Quando c'è lo stadio pieno è davvero difficile vincere qui e l'ho vissuto sulla mia pelle quando vestivo la maglia del Carpi. Mi piace molto stare a contatto con la gente: forse ci vedono in maniera diversa perché siamo calciatori, ma personalmente mi sento una persona normale come loro". 

RICORDI - "Il momento più bello l'ho vissuto nell'ultima partita di serie A giocata contro il Genoa. E' stata una cosa spettacolare, nonostante la retrocessione ho visto quella reazione così positiva che mi ha fatto passare la delusione. Mi uscivano solo lacrime e dico che questa piazza non può stare in serie B. Loro hanno dato l'esempio del vero spirito del calcio in tutto il mondo. Tanto di cappello a questa tifoseria". 

CAMPIONATO- "La classifica non la guardo. Preferisco farlo tra due mesi per vedere dove siamo".