Il fil rouge invisibile che collega una partita all’altra si riannoda nel finale di ognuna di esse. E’ come se il destino avesse deciso di regalare le più grandi emozioni proprio quando i granelli della clessidra stanno per terminare il loro cammino. 91’ al Vigorito, 117’ al Mercante di Bassano, 92’ al Del Duca, 119’ a Matera.
Il gol di Ganz al primo dei due minuti supplementari è già negli incubi peggiori dei tifosi beneventani. Un tiro cross maligno, una traiettoria beffarda che dipinge a tinte fosche il pomeriggio sannita. Un gol inatteso e non del tutto meritato, frutto del caso e dell’operato maldestro di molti giallorossi.
In Veneto la beffa si materializza al 117’ minuto, tre alla fine dei tempi supplementari. Il ragazzo del Sassuolo Guido Gomez, entrato al posto di un ormai stremato Di Carmine, trova l’inzuccata giusta per battere il portiere del Bassano. Sembra fatta per le vespe, invece dopo uno sguardo di intesa tra arbitro e assistente la rete viene annullata. Il presidente Mannello va su tutte le furie e annuncia le sue dimissioni: “In questa Lega Pro, con un presidente inibito per sei mesi e che nessuno vuole, non conviene investire soldi. Evidentemente i vertici federali non ci vogliono in serie B”. Finale col veleno, quasi di prassi.
Come ad Ascoli. I bianconeri di casa sono in dieci dall’8’ del primo tempo, quando Morreale di Roma ha decretato un rigore a favore della Reggiana ed espulso il difensore Avogadri (ci poteva stare pure il giallo col pallone ormai quasi nelle mani del portiere ascolano). Eppure spinti da un Del Duca di grande impatto (quasi diecimila spettatori), i marchigiani trovano la forza prima di pareggiare e poi di portarsi addirittura in vantaggio. Accarezzano la clamorosa vittoria e il passaggio del turno, prima di arrendersi al secondo dei quattro minuti di recupero per un tocco beffardo del centrale reggiano Spanò dopo che il pallone ha girato come in un flipper impazzito nell’area bianconera. Il 2 a 2 stravolge lo scenario e nei supplementari gli emiliani, in superiorità numerica, hanno ovviamente la meglio.
Ultima partita del lotto quella di Matera. I pronostici danno gli uomini di Auteri superfavoriti, tutti pensano che faranno un sol bloccone del Pavia che è arrivato ai play off col fiato corto. Invece a segnare per primi sono proprio i lombardi e a salvare i lucani deve pensarci un ragazzo della panchina, Pagliarini. Che non si accontenta di segnare il gol del pareggio, ma ne fa anche uno vietato ai deboli di cuore al 119’, vale a dire più o meno ad un minuto dalla lotteria dei rigori. Così la gioia del Matera si fonde con la disperazione dei pavesi, come è accaduto su tutti gli altri campi. Finali ricchi di pathos, belli e crudeli. Per tutti verdetti senza appello.
Franco Santo
