Marcello Carli la butta sulla filosofia: “La Supercoppa? C'è chi l'interpreta in una maniera, chi in un'altra. Noi ci teniamo”. Non una parola sulla scelta (opinabile) da parte dell'Arezzo di far scendere in campo le seconde linee. Bucchi, da parte sua, l'ha spiegato senza troppi giri di parole: “Sono riconoscente a questi ragazzi e andavano premiati, ho avuto il piacere di vedere in campo anche chi ha avuto meno spazio, ma è stato protagonista ugualmente di questa cavalcata”. La determinazione del Vicenza e il clima ormai vacanziero degli aretini ha fatto il resto. Ora al Benevento toccherà vincere entrambe le sfide se vorrà l'ambito trofeo. “Si sapeva che affrontavamo due squadre forti, questo triangolare finale non aggiunge, né toglie nulla a quanto già sapevamo”, chiosa Carli.
Un salto nel futuro
Mancano due partite al termine della stagione, saranno importanti quanto si vuole, ma la mente di tanti è già proiettata verso il prossimo campionato. Il direttore è già al lavoro, insieme al presidente e all'allenatore, alla scelta del nuovo organico. Ci sono linee forzate da seguire: innanzitutto la lista degli over ristretta a soli 18 componenti. In compenso gli under 23 (quelli nati dal primo gennaio 2003) è infinita. “Il problema non è la lista – dice il direttore sportivo giallorosso – ma le scelte che si dovranno fare. Siamo chiamati a scegliere chi ne dovrà far parte con lucidità”. Senza mai perdere di vista la competizione a cui si sta partecipando: “Dobbiamo far bene in queste due settimane di lavoro, poi servirà la programmazione lucida per capire quelli che sono i nostri obiettivi e con chi ripartire, decidere con chi e quelli di cui ci si può fidare per darci una mano”. Il campionato è appena finito, la Supercoppa neanche è iniziata, ma per la programmazione non è mai troppo presto. Carli anticipa quella che sarà una linea di condotta certa: “Posso assicurare che non faremo una squadra attempata. Il presidente aveva un'idea e io la sposo in pieno”.
Un approccio umile e senza rischiare nulla
Il direttore conosce bene la serie B, sa i rischi che si corrono se si approccia con presunzione: “Basta guardare il campionato di quest'anno. A Empoli lo ricordano tutti i giorni: vengono dalla serie A, ma ora lottano per evitare i play out, il Frosinone l'anno scorso era quasi retrocesso e ora sta per salire direttamente in serie A. Un campionato imprevedibile, che esige di essere affrontato senza presunzione, con una sana paura e con l'intensità dell'ultimo arrivato. Serve un progetto che possa durare nel tempo e possa crescere”. Poi la frase ad affetto: “Tutto questo non significa non poter sognare. I sogni fanno parte della vita. Ma se uno costruisce una bella casa senza gettare buona fondamenta, potete essere certi che non dura”.
