Alzi la mano chi in questa stagione non si sia mai lamentato dello stato del campo di gioco di Aversa. Il ‘Bisceglia’ non è uno stadio da Lega Pro, né nelle infrastrutture, né per il terreno di gioco. Eppure, per uno di quei misteri di cui si ammanta questa Lega, la squadra normanna è stata ammessa (ripescata) a giocare questo campionato. Le buche disseminate per il perimetro hanno provocato le proteste di tanti, ma c’è da dire che persino i giocatori di casa, per altro di buona caratura tecnica soprattutto nella seconda parte della stagione, ne hanno risentito. Ieri ad Ischia (altro terreno da rifare) è accaduto qualcosa che sa tanto di nemesi. 28’ del primo tempo: gli isolani sono già in vantaggio grazie ad un colpo di testa di Sicignano. Usufruiscono di un calcio di punizione da fuori area, una ventina di metri dall’obiettivo. Si incarica della battuta l’anziano Millesi, una vita trascorsa con la maglia dell’Avellino addosso: il tiro è forte, ma centrale, sarebbe facile preda di Lagomarsini. Già, sarebbe… Perché non è così. Il pallone va a sbattere su una sporgenza del terreno a pochi centimetri dal portiere proteso in tuffo e si impenna di almeno un metro scavalcandolo. Il tabellino assegna il gol a Millesi, ma sarebbe più giusto assegnarlo alla buca esistente ad un metro dalla porta.
E’ questo uno degli aspetti di questa Lega Pro che ha forzato eccessivamente la presenza di alcune società che non erano all’altezza. Il format era deciso: 20 squadre per girone, non si scappa. Poi si è visto di tutto: impianti inadeguati, società senza il becco di un quattrino, penalizzazioni che vanno e vengono. Insieme a una regolarità che non s’è mai vista.
Franco Santo
