Play off, termina a reti bianche Reggiana - Bassano

Sarà decisiva la sfida di ritorno, in programma fra sette giorni in terra veneta

Benevento.  

 

REGGIANA                       0

BASSANO VIRTUS         0

REGGIANA (4-3-3): Feola 6,5; Andreoni 6, Spanò 6, De Giosa 6,5 (1’ st Sabotic 6), Mignanelli 6,5; Bruccini 6,5, Angiulli 6, Vacca 5,5 (20’ st Maltese 6); Giannone 6 (35’ st Petkovic sv), Ruopolo 5,5, Siega 6. A disp.: Messina, Parola, Alessi, Ricci. All.: Colombo 6.

BASSANO VIRTUS (4-2-3-1): Grandi 6,5; Toninelli 6, Priola 6,5, Bizzotto 6, Semenzato 7; Davì 6,5, Proietti 6,5; Furlan 6 (42’ st Cortesi sv), Nolè 6 (22’ st Cattaneo 5,5), Iocolano 6; Pietribiasi 5,5 (35’ st Maistrello sv). A disp.: Scaranto, Stefanin, Zanella, Cenetti. All.: Asta 6,5.

ARBITRO: Di Martino di Teramo 5,5.

NOTE. spettatori 10.000 circa, di cui 30 provenienti da Bassano del Grappa. Ammoniti: Pietribiasi, Siega, Proietti, Mignanelli, Vacca. Angoli 7-5 per il Bassano Virtus. Recupero: pt 1’, st 3’.

 

REGGIO EMILIA. Non sono bastati i primi novanta minuti per avere un’idea più precisa di quella che sarà la finalista per il salto di categoria, anzi. Reggiana e Bassano Virtus pareggiano e fanno capire che la questione non sarà semplice da risolvere, perché la voglia di continuare a sognare è viva ancora in entrambe ma è tanta anche la paura, a lunghi tratta protagonista della sfida. Colombo e Asta non cambiano quasi nulla rispetto alle formazioni del turno precedente: il solo Ricci è la novità nell’undici dei padroni di casa, Bizzotto stringe i denti e lascia così completamente invariata la formazione vista in campo contro la Juve Stabia. A farsi preferire nei primi minuti è la Reggiana, spinta dall’entusiasmo di uno stadio mai così pieno, ma la disciplina tattica del Bassano non fa smuovere gli equilibri. Poco spregiudicata ma senza timori la squadra di Asta che fa dell’attenzione in fase difensiva una delle armi principali. E così la Reggiana riesce a dare sfogo al suo possesso palla sterile solo con un calcio di punizione telecomandato di Giannone, che però si stampa sul palo e lascia l’amaro in bocca ai quasi diecimila accorsi al Mapei Stadium (record stagionale per la Reggiana in termini di presenze). Con gli spazi impossibili da trovare nella difesa veneta l’unica soluzione per tentare a sbloccarla resta la conclusione dalla distanza: Mignanelli e Bruccini provano a salire in cattedra ma Grandi si fa sempre trovare pronto all’intervento (19’ e 24’). E’ il doppio pericolo a far capire al Bassano che difendere per tutti i novanta minuti non necessariamente porta agli effetti sperati. I veneti iniziano col tempo ad uscire dal guscio difensivo e da una strepitosa azione personale di Semenzato nasce la più clamorosa palla gol degli ospiti: l’inserimento di Pietribiasi è con i tempi giusti, la mira è sbagliata di quei pochi centimetri che dividono anche lui dal vantaggio e lo costringono alla traversa. Con un tiro dai 35 metri Furlan sporca per la prima volta i guanti di Feola e pareggia le occasioni da rete come a voler dimostrare che l’equilibrio è un fenomeno difficile da eliminare. E la sensazione che qualcosa possa cambiare nella ripresa non arriva, perché Reggiana e Bassano continuano ad annullarsi a vicenda ed i tanti cambi che non vanno a modificare gli scacchieri non riescono a trovare dalla panchina le energie necessarie per modificare le sorti dell’incontro. Ci provano Priola con un colpo di testa (10’) e Pietribiasi finito però in offside (rete annullata al 12’) per il Bassano, Mignanelli e Bruccini per la Reggiana ma Feola e Grandi non sfigurano mai e dimostrano di meritare lo stipendio. L’assedio finale con il quale il Bassano è costantemente nella metà campo avversaria non riesce a trovare il gol che spianerebbe la strada verso l’atto finale, un motivo in più che conferma che la finale play – off sarà una questione difficile da risolvere ed in bilico fino all’ultimo istante.