Incredibile Reggina: dalla D alla Lega Pro in una settimana

I calabresi hanno eliminato il Messina in un infuocato derby dello stretto

Benevento.  

Messina (4-3-1-2): Berardi; Silvestri, Pepe, Stefani (1’ st Donnarumma), Benvenga; Izzillo, Nigro (39' st Damonte), Mancini (31' st Bonanno); Ciciretti; Corona, Orlando. A disp.: Iuliano, Cane, Rullo, Altobello. All: Di Costanzo

Reggina (4-4-2): Belardi; Ungaro, Cirillo, Aronica, Di Lorenzo; Armellino (32' st Velardi), Zibert, Salandria, Benedetti; Viola (15 ’st Magri), Insigne (33' st Balistreri). A disp.: Kovacsik, Maimone, Gallozzi, Di Michele. All: Tedesco.

Arbitro: Martinelli di Roma 2 (Baccini di Conegliano e Cecconi di Empoli)

Reti: st 42' Balistreri

Note: espulsi al 10' st Benedetti e al 45' st Aronica. Ammoniti: Ciciretti, Pepe, Stefani, Benedetti, Aronica, Belardi, Benvenga. Recupero pt 1', st 6'

 

MESSINA. Dalla D alla salvezza in Lega Pro in meno di una settimana. Lo Stretto è della Reggina, che ha vissuto giorni palpitanti: dalla retrocessione diretta nei dilettanti (sarebbe stata la seconda consecutiva) alla permanenza in terza serie il passo è stato breve ma intenso. E ci è voluto anche tanto impegno, oltre al coraggio e alla passione di un derby mai banale. Derby che dunque ha visto la Reggina vincere, per ben due volte. Dopo il successo del Granillo di martedì, infatti, gli uomini di Tedesco si sono imposti anche in casa del Messina, che pure di derby ne aveva vinti due nell’arco della regular season. Ma quelli che contavano li ha falliti miseramente, facendo un mesto ritorno in Serie D. Impensabile ad inizio campionato, impensabile considerando che solo un anno fa il Messina tornava in Lega Pro dalla porta principale, avendo vinto il proprio girone di Seconda Divisione. Non è bastato: una stagione deludente, iniziata male e finita ancora peggio. Un epilogo roseo, invece, per la Reggina, che pure è stata protagonista di un campionato al di sotto delle aspettative. Ha trovato però la forza di scardinare tutto nei playout, alla fine. Proprio come nel match di ritorno contro il Messina: dopo minuti di sofferenza, ha piazzato la zampata vincente con Balistreri, subentrato pochi minuti prima.

Il Messina ci ha provato per tutta la partita, ma nel primo tempo ha sbattuto ripetutamente contro la retroguardia della Reggina. Difesa che ha concesso poco agli attaccanti dei peloritani, abulici sotto porta nonostante qualche buon movimento e qualche giocata interessante del sempreverde Giorgio Corona. Gli amaranto hanno provato ad agire di rimessa, sfiorando il gol al 22’ (su uscita a farfalle di Berardi) e nel finale di primo tempo, col tiro di Insigne che mette i brividi a San Filippo.

Molto più acceso il secondo tempo, iniziato in netto ritardo per qualche scaramuccia – evidentemente – negli spogliatoi. Il tecnico dei calabresi, infatti, non siede in panchina e la Reggina accusa momentaneamente il colpo. L’avvio di ripresa del Messina è veemente: Belardi blocca un rasoterra all’angolino di Ciciretti (4’), Benedetti al 7’ mura un tentativo di Corona, ma lo stesso difensore amaranto pochi minuti dopo lascia i suoi in dieci per un fallo tattico su Mancini. Già ammonito, si becca il secondo giallo che dà il via alle speranze siciliane. Ma la sfortuna perseguita il Messina. Benvenga manda alta la palla del possibile 1-0, altrettanto fa Ciciretti al 27’, mentre è straordinario Belardi a deviare in angolo la girata di testa di Orlando al 34’. Di Costanzo si gioca il tutto per tutto ma viene punito nel finale dalla zampata di Balistreri. Finale incandescente: il San Filippo ritorce la propria rabbia contro Aronica (espulso al 90’), getta in campo fumogeni che fanno sfigurare Messina, ma non intaccano la gioia e la festa della Reggina.