Fattore campo, questo sconosciuto. I play out di Lega Pro hanno rinnegato quasi completamente il vantaggio riconosciuto dal regolamento: cinque partite su sei hanno capovolto il pronostico facendosi beffe della possibilità di giocare la seconda e decisiva partita sul proprio terreno di gioco (e nel caso degli spareggi per la salvezza anche quello di avere due risultati su tre a disposizione). Solo il Monza, che tra l’altro aveva vinto anche all’andata, ha finito col tenere fede alle previsioni e a battere, soffrendo qualche pena, il Pordenone che s’era portato sul 2 a 0 prima di finire sepolto da una valanga di reti (6-3). Retrocessioni amare le altre, tutte ottenute davanti al pubblico amico, sottolineando una volta di più che giocare la seconda in casa è tutt’altro che un vantaggio. Perché quando si riesce ad ottenere anche una vittoria risicata all’andata, non è affatto semplice poi rimontare al ritorno. E’ stato così a Busto Arsizio, dove la martoriata Pro Patria si è fatta superare dal Lumezzane anche nel retour match. E’ stato così in entrambe le partite del girone B, dove finire in posizione vantaggiosa di classifica non ha contato praticamente nulla. Ne sanno qualcosa il Forlì che non è riuscito a capovolgere il 2 a 1 inflittogli all’andata dal Pro Piacenza, e ancora più clamorosamente il Gubbio che ha provato per 90 minuti a pareggiare almeno il risultato perdente dell’andata (1-2) col Savona senza riuscirci e finendo in serie D dopo aver vissuto addirittura i fasti della B quattro anni fa. Si è assistito alla stessa scena anche nel girone B. L’Aversa ha provato con coraggio a ribaltare l’1 a 4 dell’andata ad Ischia, andandoci vicino fino al 3-1. Ma dopo aver rovinato tutto in “gara 1” diventa arduo rifarsi in “gara 2”. L’ultimo dramma davanti ai propri tifosi lo ha vissuto il Messina che mai avrebbe pensato di sprofondare in serie D dopo aver conquistato un quint’ultimo posto che sembrava essere un’assicurazione per non morire. Invece quello 0 a 1 dell’andata è diventato una montagna da scalare e la Reggina data più volte per spacciata nel corso della stagione ha salvato la Lega Pro con un colpo di reni incredibile, prima sul piano politico (riavere i punti di penalizzazione è stato un autentico colpo di mano sul fronte burocratico), poi sul terreno di gioco.
E dire che il fattore campo è l’unico dei vantaggi che viene offerto nei play off, come se fosse un regalo prezioso. Una volta di più è stato dimostrato il contrario.
f.s.
