E' proprio vero che nessuno è fino in fondo padrone del suo destino. Prendete l'Ascoli, o magari il Grosseto. Nelle Marche così come in Maremma già si pensava di dover fare una battaglia “geopolitica” per non finire l'anno prossimo nel girone meridionale di terza serie. Questione di vuoti da colmare, un problema che sarebbe stato pressoché irrisolvibile se il Matera fosse volato in serie B. I lucani invece rimarranno ancora in Lega Pro e sia Ascoli che Grosseto tirano un grosso sospiro di sollievo. Già, perchè sacrificata L'Aquila, che appare destinata a tornare al sud, posti vuoti non ce ne sono più. A meno di rese clamorose da parte di qualche società che possiede il titolo sportivo in Lega Pro e vi rinuncia, il girone C è praticamente fatto. Il “numero 2” della Lega Pro, Archimede Pitrolo, l'ha detto senza peli sulla lingua: i gironi saranno formati ancora una volta col criterio geografico. E allora partendo dalla squadra più meridionale, vale a dire la neo promossa Akragas, fino alle compagini romane, ovvero le due Lupe, quella di Roma e quella dei Castelli, le squadre sono esattamente 20, tante quante ne servono per formare il raggruppamento C. I dirigenti della Lega Pro se lo ritrovano plasmato su un piatto d'argento, non faranno nulla per scompaginarlo. Sarebbe stato più complicato se il Matera fosse andato in B: perchè si sarebbe dovuto pescare una squadra al di sopra del 42° parallelo. Le prime a disposizione erano appunto il Grosseto a ovest e l'Ascoli a est. Sarebbe stato una battaglia aspra, perchè al sud non vuole venire nessuno. Il Matera, perdendo, ha messo tutti d'accordo. Il Grifo e il Picchio sentitamente ringraziano.
Franco Santo
La composizione del girone C diviso per regioni
Lazio (2): Lupa Roma, Lupa Castelli Romani
Abruzzo (1): L'Aquila
Campania (5): Benevento, Casertana, Juve Stabia, Paganese, Ischia
Basilicata (2): Matera, Melfi
Puglia (5): Foggia, Barletta, Fidelis Andria, Martina, Lecce
Calabria (4): Cosenza, Vigor Lamezia, Catanzaro, Reggina
Sicilia (1): Akragas
