A metà strada tra Benevento e Parma, praticamente disoccupato. Fabio Lucioni è sotto contratto con la squadra giallorossa fino al 30 giugno, poi sarà di nuovo della società emiliana proprietaria del suo cartellino. Una situazione paradossale, invidiabile fino allo scorso anno, imbarazzante oggi. Il Parma aspetta da un mese l’offerta giusta nell’asta fallimentare, il Benevento dopo nove anni di vacche grasse vive un’estate nel segno dell’incertezza. “Non è una situazione facile – spiega il difensore ternano – ma spero che riescano a salvarsi entrambe”. Accomuna le due società nel suo augurio, ma strizza l’occhio alla vecchia strega: “E’ inutile dire che se il presidente decidesse di ripensarci e il Benevento volesse di nuovo puntare a qualcosa di importante, mi aspetterei una chiamata. E’ un augurio che mi sto facendo dal giorno dopo l’uscita dai play off. Il presidente ci disse che avrebbe lasciato, ma io non ho mai perso la speranza”. Maledetti play off, una partita disgraziata e un anno di sacrifici che va in fumo. Il difensore giallorosso non sa ancora darsi pace: “Il calcio è strano, uscire in quel modo e vedere proprio il Como giocarsi la finale un po’ mi inquieta. L’abbiamo analizzata mille volte quella partita e vi dico senza tema di smentita che una sola squadra ha provato a vincerla, il Benevento. Al Como abbiamo concesso pochissimo, nonostante questo hanno trovato due gol in maniera rocambolesca. Non riesco proprio a dire che siano mancate prestazioni e voglia di vincere. Il mio palo? Il bello e il brutto del calcio, questione di centimetri. Se fosse andato dentro quel pallone ora staremmo raccontando un’altra storia”.
Il campionato. Ma il rammarico più grande inizia con la stagione regolare. I 76 punti colti sul campo sono il record assoluto per una squadra giallorossa: neanche nella famosa stagione 75/76 (quella di Penzo, Sartori e Franceschelli) si riuscì a fare meglio. Allora con la vittoria che valeva due punti si chiuse a quota 53: oggi i punti sarebbero stati 75, uno in meno rispetto a quest’anno. Eppure il campionato lo ha vinto la Salernitana… “Il rammarico più grande è proprio questo, aver trovato una squadra che ha fatto meglio di te, nonostante il nostro eccezionale bottino di punti, la migliore difesa della C e numeri assolutamente importanti. Essere usciti in quel modo dai play off non può che aumentare il magone, soprattutto dopo che abbiamo visto le altre partite”.
Il gruppo. Eppure anche nella stagione regolare si sarebbe potuto fare qualcosa di più: “Ci mangiamo ancora le mani per i punti persi ad Aprilia, a Melfi, col Barletta in casa. E’ anche vero che qualche volta gli episodi ci hanno favorito, ma il rammarico è grosso. Si era creato qualcosa di veramente bello tra società, tifosi, staff tecnico, tutti volevamo un risultato importante. Così non è stato ed ora ci ritroviamo persino una società che non vuole più andare avanti, Credo sia un vero peccato smantellare un gruppo così bello e questo lo dice uno il cui cartellino ora è nelle mani di un’altra società. Ripartire con la stessa squadra non ti dà la garanzia di vincere, ma ti dà tante possibilità in più”. Si dice in giro che il gruppo non fosse più così compatto alla fine della stagione: “E’ falso, un gruppo così bello e affiatato nella mia carriera non l’ho mai visto. Ho vissuto spogliatoi in cui ci prendevamo a schiaffi un giorno sì e l’altro pure. Questo invece era veramente eccellente ed ha fatto una stagione all’altezza dei pronostici, tranne che nel risultato finale”. Qualcosa deve essere venuto a mancare a questa squadra: “Nei momenti topici c’è mancata un po’ di condizione, così come devo dire che siamo stati troppo penalizzati dagli infortuni. E la dea bendata, bisogna ammetterlo, non ci è stata amica”.
Matrimonio. E’ difficile cancellare tutto in così breve tempo, anche se tra qualche giorno vivrà un momento indimenticabile della vita di ogni uomo, quello del matrimonio: “E’ fissato per il 25, credevamo di aver calcolato tutto, anche gli eventuali play off. Purtroppo nel calcio non si possono fare calcoli. Mi mancherà il regalo più bello, la vittoria del campionato”. E’ per questo che Fabio darebbe qualsiasi cosa per riprovarci: “Mi auguro fortemente che il presidente ci ripensi. Tutti i rancori si possono dimenticare quando si ha un unico obiettivo: se la città, la società e i giocatori diventeranno un’unica forza, magari con un pizzico di ottimismo in più, questa piazza potrà arrivare in serie B. Capisco che dopo tanti anni possa avvertirsi un po’ di scoraggiamento, ma a tutto c’è rimedio. Io ero venuto qui per centrare un obiettivo, lasciare a metà dell’opera mi fa sentire un perdente. E questo mi dà enormemente fastidio. Se ricevo una chiamata, rispondo senza alcuna esitazione”.
Franco Santo
