Benevento, una vittoria di personalità

La prima del 2020, quarta di fila in trasferta. Il primo gol di Moncini, la prodezza di Maggio

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Benevento.  

Le parole, si sa, le porta via il vento. Le dichiarazioni di Venturato non sono poi così dissimili da quelle pronunciate le ultime volte. Il tecnico del Cittadella sintetizza a muso duro e coi nervi a fior di pelle: “Il Benevento non meritava la vittoria”. Lapidaria la replica di Inzaghi: “Avrà visto un'altra partita”. 

Al di là delle schermaglie verbali di fine partita, sembra difficile dar retta alle parole del “guru” dei veneti. Basterebbe fare la conta delle occasioni da rete per confutare la dichiarazione di Venturato: il Benevento ha segnato due gol, ha colpito un palo, ha fallito un'occasione con Sau a tu per tu con Paleari e una con Coda che di testa avrebbe potuto fare qualsiasi cosa anziché colpire a metà strada tra il passaggio ai compagni e il tiro in porta, ha reclamato un rigore (cross di Viola, fallo di mani di Benedetti)) che nel replay è parso piuttosto netto. Il Cittadella ha trovato il gol grazie ad una sbavatura della difesa giallorossa e ad una grossa ingenuità di Gaetano Letizia, sfiorandolo in un'altra occasione con Stanco, con l'ombra di un fallo su Caldirola. Anche ai punti, insomma, avrebbe avuto ragione il Benevento.

Si potrebbe disquisire sull'espulsione di Adorni, che ha beccato il secondo giallo forse senza meritarlo. Ma se si imposta una partita “sporca” che travalica spesso il gioco lecito e sconfina in quello falloso può capitare che qualcuno incappi in un doppio giallo per così dire “confutabile”.

Inzaghi sapeva che così sarebbe stata la partita contro i veneti, che sono bravi a non far giocare l'avversario, a braccarlo in ogni zona del campo, a sporcare ogni sua giocata anche con interventi al limite del fallo. Basta che l'arbitro si mostri permessivo e per ogni squadra diventa durissimo imporre il proprio gioco sul campo dei veneti.

Il Benevento ancora una volta ha imposto la sua personalità e vinto grazie alla maggiore caratura tecnica dei suoi uomini. Quella del Tombolato è la quarta vittoria di fila in trasferta (la sesta complessiva, 21 punti fuori casa), tassello importantissimo di un cammino stellare per la capolista giallorossa. Che sa quel che vuole, che non rinuncia mai a cercare la vittoria, anche quando ci si potrebbe accontentare di un risultato diverso.

La vittoria firmata dal primo gol di Moncini in giallorosso e dalla “capocciata” di un Maggio mostruoso è la fotografia di una squadra che non si arrende mai e che ha da tempo assimilato il carattere del suo allenatore. La filosofia del non accontentarsi, di “flirtare” con la vittoria in ogni momento della partita. Anche in una gara così difficile, Inzaghi ha trovato uno spezzone di prestazione da correggere: avrebbe voluto che si gestisse meglio il pallone sulla superiorità numerica, senza cercare il gol in maniera poco lucida. Ma sono momenti di una partita complicata, da cui la squadra è riuscita comunque a uscirne senza danni. “Sono punti che valgono il triplo”.

Ecco, le parole di Superpippo fanno intendere quanto sia stato importante riannodare il filo con la vittoria. Che mancava dalla sera del 29 dicembre e già sembrava troppo...