Benevento, la grandezza della normalità

La capolista ha fatto il vuoto grazie alla sua regolarità: dietro è grande bagarre

benevento la grandezza della normalita
Benevento.  

Benvenuto al tavolo delle pretendenti alla serie A. Lo Spezia è la squadra più in forma del campionato ed è un problema per tutti affrontarlo in questo momento (il Benevento lo attende per il prossimo 29 febbraio). La vittoria nel recupero contro la Cremonese (ben più ampia di quanto dica il risultato finale) ha proiettato la squadra di Italiano al secondo posto, a braccetto con Crotone e Frosinone. Il Benevento è 17 punti più su, ma dietro la capolista giallorossa avviene qualcosa di surreale con ben 13 squadre in sette punti, tutte in grado di puntare al massimo traguardo e di rendere questo campionato una sorta di montagna russa. Un esempio? Volete che una squadra come l'Empoli, con l'organico che si ritrova e con 7 punti da recuperare sul secondo posto, non ci provi? Tre vittorie di fila e le prospettive cambiano in un attimo anche per una squadra che oggi occupa appena la 14a posizione. 

CAMPIONATO LIVELLATO. La verità è che un campionato così livellato non si vedeva da tempo. Il Benevento ha stravolto la regola con la sua continuità. Ha ragione Inzaghi quando dice che i giallorossi hanno fatto apparire semplice una cosa che semplice non lo era affatto.

Lo strapotere della strega è merito della regolarità, un pregio che viene da lontano e che solo una grande squadra può possedere. La grandezza della normalità, una virtù che non ha bisogno di exploit settimanali, ma solo di conferme, sabato dopo sabato, domenica dopo domenica.

Il Benevento vince con naturalezza, quasi sempre senza strafare: ha esagerato solo contro Cittadella (4-1), Trapani (5-0) e Ascoli (4-0), poi ha gestito con saggezza le sue vittorie, difendendo coi denti anche un semplice 1 a 0, come è accaduto a Cosenza. La differenza sta tutta lì. Affrontare un avversario che ha 31 punti in meno potrebbe far pensare ad una passeggiata di salute, ma questo è un pensiero che non percorrerà mai la mente di un giocatore giallorosso. Perchè mai lo farà il suo timoniere, capace, dopo aver vinto al Marulla, di dire con forza: “Ora non molliamo di un centimetro”. Neanche si stesse giocando il primato punto a punto con gli inseguitori.

VALE LO SPIRITO. Quante volte ha detto che il girone di ritorno sarebbe stato ben più difficile dell'andata. Superpippo conosce questo campionato e conosce il calcio. Sa che tante squadre aumentano a dismisura il loro agonismo, sa che, prima di perdere una partita, qualunque formazione darà la vita in campo, sa che bisogna fare i conti con squalifiche e infortuni dopo un girone d'andata tirato a tutta. Di questi tempi è facile assistere ad autentiche battaglie in mezzo al campo con interventi che spesso vanno ben oltre il lecito. Anche gli arbitri sono chiamati ad aprire gli occhi ed evitare che una partita si trasformi in una caccia all'uomo. Come si fa a sopportare che uno come Volta sia cacciato via dal campo e il giovane Prezioso la faccia quasi franca per quella entrataccia su Barba che solo il caso ha evitato che non si tramutasse in un infortunio gravissimo.

Il Benevento continuerà a contare sul suo spirito vincente, che è forza d'animo e determinazione, senza mai travalicare le norme di correttezza. E' troppo chiedere che gli arbitri stiano attenti che anche gli altri facciano lo stesso?