Benevento, serve lo spirito migliore

Bisogna ovviare alle tantissime assenze contro un avversario in "convalescenza"

benevento serve lo spirito migliore
Benevento.  

Un solo assente contro un bel mucchio di forfeit. Detta così, il Pordenone sembrerebbe avere persino un pizzico di vantaggio rispetto alla capolista. Ma Tesser sottolinea che in questo momento i suoi “ramarri” sono febbricitanti: “Abbiamo l'influenza, ma siamo in via di guarigione”. La metafora del tecnico di Montebelluna fa intendere bene che la sua squadra, la rivelazione assoluta di questo campionato, sta attraversando un momento poco felice, anche se spera di rivedere al più presto la luce al di là del tunnel. Il fatto è che dovrà venire al Vigorito a confrontarsi con la capolista che ha 18 lunghezze di differenza in classifica, non proprio una passeggiata di salute. E per di più gli mancherà il suo elemento migliore, Davide Gavazzi, il faro del centrocampo friulano, capace di ricoprire ogni ruolo al centro, da vertice basso a trequartista. “E' l'unico giocatore che non cambierei mai”, ha detto di lui Tesser. Come dire: un solo assente, ma che fa già versare fiumi di lacrime... 

Guardare in casa propria. E' stato sempre il mantra di Pippo Inzaghi. E in questa, più che nelle precedenti occasioni, conviene analizzare fin nei dettagli la situazione di emergenza che si è venuta a creare. In fondo l'undici di partenza in una maniera o nell'altra viene fuori: quello che manca è la possibilità di scegliere i cambi. La rosa si è ristretta, la coperta è sempre più corta e a meno che il tecnico non voglia rischiare qualche ragazzo della Primavera, rimane solo da stringere i denti e fare di necessità virtù.

Al di là dello schieramento che il tecnico sceglierà, ci va di fare la conta sin da questo giorno di metà settimana: gli squalificati sono due, Schiattarella e Volta, gli infortunati, oltre Antei, sono cinque, Tuia, Tello, Vokic, Kragl, Gyamfi. Rimangono, oltre ai tre portieri, Maggio, Barba, Caldirola, Letizia, Del Pinto, Viola, Hetemaj, Improta, Insigne, Coda, Sau e Moncini. Dodici giocatori di movimento, senza tener conto dei ragazzi delle giovanili (compreso Basit) mai impegnati in questo campionato. “Ci arrangeremo”, ha detto Pippo Inzaghi, facendo leva sull'orgoglio dei suoi e su quello spirito che ha permesso alla capolista di mostrare finora qualcosa in più di tutte le altre contendenti.

La scelta dell'assetto dipenderà anche dal modo di schierarsi in campo da parte del Pordenone. Tesser gioca sempre col 4-3-1-2. In azzenza di Gavazzi, da trequartista può utilizzare il neo arrivato Tremolada o persino il rientrante Pobega. Schierare il trequartista vuol dire avere un centrocampista in più nel settore nevralgico, grande densità in mezzo, ma anche poco sfruttamento delle fasce. Inzaghi, con quello che gli resta, può ancora scegliere tra 4-3-2-1 e 4-4-2, certo che a prescindere dal modulo che inizierà la sfida, l'altro potrà venire buono nel corso della partita. In fondo anche quando c'è poco da scegliere, si possono valutare tante strategie diverse. E' la forza della strega.