Il Benevento di Inzaghi batte tutti, anche la scaramanzia

Al Vigorito la prima lettera dell'alfabeto era prima un bisbiglio, da ieri è diventata un coro

il benevento di inzaghi batte tutti anche la scaramanzia
Benevento.  

Se non si conoscesse a fondo la tifoseria sannita, i cori intonati ieri al Vigorito potrebbero essere considerati addirittura normali. In passato gli amanti della Strega sono stati costretti a patire tante delusioni, con play off persi tra le mura amiche o scippati dalla malavita di turno. Risultati che hanno condizionato fortemente il carattere del beneventano, sempre più propenso a farsi proteggere da un'accanita scaramanzia. Ai tempi della Lega Pro era quasi una maledizione pronunciare la seconda lettera dell'alfabeto. Venivi guardato di traverso e prontamente allontanato, come se avessi scagliato una sorta di maledizione. Tra i cadetti, invece, la grandezza del momento ha fatto prevalere l'incredulità, accompagnata sempre dal tocco di qualche cornicello posto obbligatoriamente in tasca, magari come portachiavi. Nel Sannio spopola anche qualche altro tocco, di cui vi lasciamo libera intepretazione. 

Ebbene, ieri questa caratteristica - tipica delle piazze del Sud - è magicamente sparita. Con il Benevento che ormai controllava la partita contro il Pordenone, dagli spalti è partito prima il coro "c'è la A che ci aspetta". A dir la verità già da diverso tempo gli ultras lo intonano a più riprese: a qualcuno è scattato qualche brivido nel sentire pronunciare la prima lettera dell'alfabeto, altri, invece, hanno fatto finta di niente, magari cercando il tocco del famoso cornicello. Poi c'è stato il classico "la capolista se ne va" e il "canta con noi che torniamo in serie A" a pochi istanti dal triplice fischio. Anche i più scaramantici si sono dichiarati sconfitti dinanzi alla furia della truppa guidata da Inzaghi e allora via, ad alta voce, senza alcun tipo di problema. In un batter d'occho il nome della categoria più importante in Italia è stato il più utilizzato in quei momenti di festa. 

Un po' si sta lasciando andare anche Inzaghi, un sergente di ferro che non vede mai oltre la prossima partita. Anche lui gradualmente comincia a parlare del futuro, ovviamente in un campionato diverso da quello attuale. E il pubblico è d'accordo, anche perché non riesce più a sopportare di tenersi tutto dentro, con una squadra che ha un vantaggio di ben 20 punti sulla terza in classifica. 

C'è però chi resta ancora attaccato alla scaramanzia prima del verdetto finale: "Dopo il coro della curva, il Pordenone ha segnato. La prossima volta evitiamo". Che dire, siamo fatti così. Nel bene e nel male.