L’accusa dei Pm di Napoli nei confronti di Lotito è di “tentata estorsione”. La curiosità più grande è capire verso chi sarebbe stata tentata l’estorsione. A dare una risposta ci prova il sito di Repubblica che scrive che sono stati già ascoltati a Roma, come persone informate dei fatti, dirigenti di molte società di Lega Pro (fra queste Savoia, Reggina, Albinoleffe, Grosseto, Pavia, Teramo - Campitelli, indagato a Catanzaro per il calcioscommesse -, Ischia e probabilmente anche Melfi). A loro il presidente della Lazio avrebbe chiesto di approvare il bilancio 2014, pena l’esclusione dai contributi federali, con promesse anche su eventuali ripescaggi. Accuse tutte da provare, ma che fanno meditare. Come si dice, a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si prende. Ricordate la partita coi lucani al Vigorito? Giocarono alla morte come giusto che fosse, ma suscitarono l’ira di Brini: “Spero che il Melfi giochi sempre così, ma mi risulta che non sempre è stato così”. Il riferimento del tecnico giallorosso era alla partita della settimana prima contro la Salernitana, persa con le gambe un po’ molli, per 2 a 0. Le dichiarazioni di Brini fecero infuriare tutti. Il presidente del Melfi non le mandò a dire: “Mai nessuno ha messo in dubbio la nostra sportività. Mi dicono che il Benevento costi un milione al mese, quanto noi spendiamo in un anno. E’ evidente che se non riusciranno a vincere il campionato sarà un fallimento”. La rabbia del massimo dirigente fece il paio con la delusione dei giocatori del Melfi che lasciarono il campo in lacrime e poi non si presentarono alle interviste del dopopartita. Tanti piccoli indizi che invitano ad una riflessione, così come la sostituzione al sabato dell’arbitro designato che non fu più Ranaldi di Tivoli, ma Balice di Termoli.
Per il 25 giugno è atteso il deferimento di Lotto da parte del superprocuratore Palazzi. L’attesa desta davvero tanta curiosità.
