Vi ricordate di Alessio Donnarumma? Quel piccolo ragazzo pieno di ricci biondi, classe 1998, che già nei Giovanissimi del Benevento, con la maglia numero dieci, faceva faville con il pallone tra i piedi? A distanza di tre anni il giovane “scugnizzo” di Gragnano è diventato uno dei pilastri delle giovanili dell’Inter. Gli è bastato poco per superare il difficoltoso impatto iniziale, contraddistinto dalla lontananza da casa e dai propri parenti. Il sogno di diventare calciatore, però, impone dei sacrifici importanti. Donnarumma l’ha capito e sin dal primo anno in nerazzurro si è rivelato protagonista. In questa storia, però, occorre fare un passo indietro. A Benevento il giovane fantasista ha avuto un primo assaggio di come ci si vive in una società professionistica. Soprattutto se consideriamo che il club giallorosso, nell’ultimo decennio, ha riservato un’attenzione maniacale alla cura del vivaio. Ciò che ha imparato nell’esperienza sannita gli è servito per imporsi anche nell’Inter. I mister hanno apprezzato il suo carisma, tanto da affidargli la fascia di capitano. Il primo anno in nerazzurro è stato da incorniciare, dato che gli ha permesso di diventare campione d’Italia dopo aver battuto in finale la Roma (stagione 2012/2013). In quell’occasione l’ex giallorossino mise a segno anche il quinto calcio rigore, considerato che la sfida terminò con il punteggio di 1-1.
Donnarumma, negli ultimi due anni, ha militato negli Allievi Nazionali. Nella stagione appena conclusa è arrivato a un passo dallo scudetto, ma ha dovuto arrendersi all’Empoli in semifinale solo dopo i calci di rigore. Di recente è stato diverse volte protagonista anche con la maglia della Nazionale.
Nel corso dell'esperienza milanese non hai mai dimenticato Benevento, tanto da informarsi quotidianamente sulle vicende del club di via Santa Colomba. In virtù di ciò dopo le dimissioni del presidente Vigorito ha voluto esprimere la sua vicinanza al massimo dirigente attraverso un post su Facebook, concludendo con la frase "Io non mi dimentico di un grande Presidente che fece di tutto per me..! VIGORITO E FAMIGLIA GRAZIE DI TUTTO !". A testimonianza di come non abbia obliato le proprie origini e, soprattutto, consevando una sorta di riconoscenza verso chi ha contribuito a crescerlo nel migliore dei modi.
Siamo solo agli inizi di una storia che parte dalla scuola calcio “Santaniello”, per poi fare tappa a Benevento, dove Donnarumma è stato formato e coccolato da dirigenti e tecnici giallorossi. Si può ben dire che la società sannita sia stata per il biondo fantasista una sorta di trampolino di lancio verso i suoi sogni che, al momento, devono ancora essere del tutto realizzati. Ci vorrà ancora un pò di tempo, ma con questi presupposti ha tutte le carte in regole per raggiungere ciò che spera.
Ivan Calabrese
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