Benevento, Tiribocchi: "E' una Strega matura per la serie A"

L'ex attaccante giallorosso: "A Roma dovrà cercare di sfruttare bene gli spazi"

benevento tiribocchi e una strega matura per la serie a
Benevento.  

La piazza di Benevento è stata un vero e proprio trampolino di lancio per Simone Tiribocchi. Il “tir”, oggi opinionista televisivo, ha vestito la maglia giallorossa nella stagione 1999/2000, per poi spiccare il volo nel calcio che conta in tante annate in cui è stato protagonista, soprattutto con Chievo e Atalanta. Del Sannio custodisce un ottimo ricordo, nonostante qualche incomprensione che ha caratterizzato la sua stagione in giallorosso. Tiribocchi è anche un dichiarato tifoso romanista e prevede così l’atteso match di domenica in programma all’Olimpico tra i capitolini e la Strega:  

“Il Benevento dovrà approcciare bene, soprattutto con le grandi è chiamato ad avere un atteggiamento guardingo. Ho visto delle buone prestazioni in questo primo scorcio di campionato, ma è chiaro che una squadra che punta a salvarsi deve cercare di ottenere punti preziosi con le dirette concorrenti e non con le big. La serie A è molto difficile e può capitare di vivere un periodo negativo, quindi occorre mettere tanto fieno in cascina. La Roma è una squadra che concede tanto, il Benevento potrebbe sfruttare gli spazi come ha provato a farlo l’Udinese nel corso dell’ultima giornata”.  

E’ un Benevento totalmente diverso rispetto a tre anni fa. Cosa ne pensi? 

“Si vede che la società è molto più esperta. Certo, essere reduci da un campionato straordinario ha aiutato molto soprattutto in fase di programmazione. Già a gennaio si è mossa in prospettiva acquistando Moncini e Barba. Poi sono arrivati tanti elementi di esperienza, senza contare che ha provato fino all’ultimo a prendere Gervinho che poteva dare qualcosa in più. La rosa è valida, con un allenatore che sta mostrando di conoscere benissimo il calcio. Il lavoro svolto fino a questo momento è positivo. Mi piace molto Foggia: quando ha perso i play off non ci ha pensato due volte a confermare gran parte della squadra, rafforzandola e conquistando la promozione. Ha anche azzeccato l’allenatore, un aspetto sempre complicato. Non sarà facile conquistare la salvezza, ma il Benevento potrà lottare tranquillamente per ottenerla”.    

Che Roma prevedi contro il Benevento?  

“Dipenderà tutto dalla condizione di Dzeko. Stiamo parlando di un calciatore straordinario che rappresenta il punto di riferimento per tutta la squadra. Pedro è un altro calciatore che fa la differenza. La società, nonostante le difficoltà del caso, ha investito bene e secondo me può lottare per il quarto posto. Se la giocherà con Milan e Atalanta”.  

Hai parlato di Moncini. Rispetto all’esperienza di Cittadella, Inzaghi sta cercando di modificare il suo modo di giocare, inducendolo a essere più partecipe nelle manovre della squadra. Da ex attaccante, credi che questo aspetto sia fondamentale in serie A? 

“In questa categoria devi attaccare e difendere. Coda faceva molto questo lavoro, ma in serie B non è così fondamentale. Nella massima serie hai bisogno di una punta che vada tra le linee e, soprattutto, che tenga la palla quando sei schiacciato: questo è molto importante per salire e ripartire. Poi bisognerà valutare eventuali cambi di modulo da parte di Inzaghi, una modifica che varierà sempre i movimenti della punta che sarà chiamata a saperli fare indistintamente”.  

Cosa ricordi dell’esperienza vissuta a Benevento? 

“Ho sempre ricordi positivi di Benevento. Mancavo in città dall'addio al calcio di Pedro Mariani, poi recentemente ci sono tornato da telecronista. Ho rivissuto momenti importanti. Inizialmente l’annata è stata complicata anche a causa di un fastidio fisico, poi le prestazioni sono migliorate e ho sentito tutto l’affetto della tifoseria”.