Benevento, atteggiamento propositivo ma occorre adattarsi

Bene la Strega in fase offensiva. Da migliorare l'equilibrio in base all'andamento del match

benevento atteggiamento propositivo ma occorre adattarsi
Benevento.  

Lele Adani, uno che apprezza e ama il bel calcio, nel corso di Roma - Benevento ha più volte elogiato l'atteggiamento della truppa guidata da Pippo Inzaghi. Gli innumerevoli capovolgimenti di fronte, uniti alle praterie lasciate e al risultato ricco di gol, ha fatto facilmente entusiasmare gli spettatori neutrali. Certo, per loro è stata una gara degna di essere vista, un po' meno per i sostenitori di Roma e Benevento che hanno spento la televisione con qualche palpitazione di troppo. 

La Strega si è confermata una squadra propositiva, per nulla timorosa, pronta in qualsiasi occasione a creare qualche grattacapo agli avversari. Può chiamarsi Roma, Inter o Crotone, i giallorossi hanno giurato fedeltà a un atteggiamento ben definito. In fondo, lo stesso Inzaghi ha più volte detto che posizionare il pullman davanti alla porta sarebbe come un suicidio, perché prima o poi il gol lo subisci, quindi tanto vale giocarsela sfruttando le qualità dei propri calciatori che, soprattutto in avanti, una certa caratura ce l'hanno come i vari Iago Falque, Caprari e Lapadula, anche se ancora arrugginiti. 

Il Benevento non sviluppa un possesso palla lungo, alla De Zerbiana memoria. Caldirola e compagni sono all'ultimo posto in questa classifica, con una media di 21 minuti a partita, di cui soltanto 8 nella metà campo avversaria (in questo caso ha fatto peggio solo lo Spezia). Il rovescio della medaglia sta nel fatto che i giallorossi trovano il gol con costanza, avendone realizzati otto (settimo miglior attacco in serie A): ciò significa che sfruttano molto le ripartenze e le palle inattive. Qualche problemino nasce in fase difensiva, dove spesso gli esterni si trovano in difficoltà e gli attacchi avversari penetrano facilmente nell'area sannita. 

Senza ombra di dubbio non è affatto facile affrontare i vari Lukaku, Dzeko o Pedro, ma allo stesso tempo sarà fondamentale sapersi adattare all'andamento della partita, trovando il giusto equilibrio tra le due fasi e, perché no, chiudersi a riccio quando è il momento di farlo senza disdegnare il proprio credo propositivo come poteva accadere a Roma, evitando gli spazi concessi soprattutto in occasione del rigore e del quarto gol. E' un aspetto su cui Inzaghi sta lavorando e che il tecnico non rigetta, come tra l'altro dimostrato già in occasione della sfida con il Bologna, quando decise di inserire Tuia per fornire un altro uomo alla difesa e respingere gli attacchi emiliani. Degli accorgimenti da prendere in considerazione, soprattutto in vista del derby con il Napoli: una squadra in grande forma, reduce dalla netta vittoria sull'Atalanta e che presenta delle bocche da fuoco, come i vari Lozano, Osimhen, Insigne e Mertens che non vedono l'ora di segnare.