Ignoffo: "Benevento, hai la mentalità giusta per la serie A"

Il doppio ex del derby di domenica: "Prevedo una sfida aperta tra due squadre in salute"

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Benevento.  

Nella sua lunga carriera da calciatore ha vissuto delle importanti esperienze con le maglie di Napoli e Benevento. Il Sannio, tra l'altro, è stato un crocevia per l'avvio della sua seconda vita nel mondo del calcio: quella da allenatore. Giovanni Ignoffo oggi lavora nella sua terra natia, la Sicilia, dove guida il Siracusa nel campionato di Eccellenza. Era tra i ventidue in campo in occasione dei primissimi derby giocati tra azzurri e giallorossi nel 2004/2005. All'epoca il club di De Laurentiis si chiamava Napoli Soccer e militava in C1, dove trovò la Strega:

“Ricordo – esordisce Ignoffo – un bel doppio confronto. In quegli anni a Benevento c'erano anche tanti miei ex compagni di squadra. Il match di andata, giocato al San Paolo, fu molto difficile per noi: riuscimmo a vincerlo d'inerzia, considerato anche che i sanniti sbagliarono un rigore con Cutolo. Al ritorno dimostrammo grande superiorità, ma la nostra era tutt'altra squadra con gli innesti dei vari Consonni, Fontana, Capparella, Pià e Calaiò. I derby sono sempre emozionanti, si provano sentimenti contrastanti sin dalla preparazione e nell'avvicinarsi della gare. Sono cose belle che fanno bene al calcio e che oggi stanno scomparendo a causa della pandemia. Questa situazione ha reso il mondo del calcio irreale, portando l'entusiasmo della gente a scemare. Anche per i calciatori non è la stessa cosa giocare in uno stadio vuoto”. 

E domenica torna il confronto tra Benevento e Napoli. Gli azzurri sono lanciatissimi in classifica, mentre la truppa di Inzaghi è partita bene con sei punti conquistati nelle prime quattro giornate:

“La Strega – continua Ignoffo – ha trovato una dimensione che credo possa farla restare a lungo in serie A. Le esperienze passate hanno dato la possibilità di rafforzarsi sotto tutti gli aspetti e di ripresentarsi in massima serie con maggiore convinzione. Il Napoli, dal suo canto, è una realtà importante che viene da una cultura diversa nell'ultimo anno e mezzo. Gattuso ha trasmesso più cattiveria e fame di risultati e questi aspetti potranno permettere alla squadra di lottare per un posto Champions. Tra l'altro, il tecnico è riuscito a far emergere elementi che in passato erano stati messi ai margini. Sarà sicuramente un bel derby tra due realtà che hanno tenuto sempre un rapporto di amicizia. Le squadre sono in salute, tra l'altro mi è piaciuto molto l'atteggiamento del Benevento visto all'Olimpico, dove non ha mai mollato la presa e se l'è giocata a viso aperto. Se avesse sfruttato meglio le occasioni si sarebbe parlato di un risultato totalmente diverso”.

Ignoffo ha elogiato la mentalità dei sanniti, caratterizzata da un calcio propositivo e votato all'attacco, glissando sulle critiche piovute su Inzaghi dopo la sconfitta di Roma: “Inzaghi ha dato una cultura alla squadra che non si può cambiare dalla sera alla mattina. Non è facile modificare la mentalità, soprattutto se ancorata dal lavoro di un intero anno. Il Benevento è una squadra sbarazzina e questo aspetto deve essere visto in maniera positiva. Penso sia giusto difendere questo credo e portarlo avanti, creando così delle certezze ai calciatori. Il lavoro svolto fino a questo momento è più che positivo e bisogna difenderlo per tenere più in alto possibile il livello. Già aver conquistato sei punti è stato molto importante, contro due formazioni di livello medio come Sampdoria e Bologna: ciò dimostra che il Benevento può tranquillamente ambire a questa fascia. Poi è chiaro, quando giochi contro le big sei consapevole che hanno qualcosa in più, ma affrontandole a viso aperti riesci a metterle in difficoltà. Alla fine se posizioni il pullman davanti alla porta, prima o poi il gol lo perdi. E' molto più apprezzabile perdere 3-2 che 1-0, ciò vuol dire che hai creato qualche grattacapo agli avversari”.