Benevento, la metamorfosi di Moncini

L'attaccante giallorosso ha modificato il proprio modo di giocare con Inzaghi

benevento la metamorfosi di moncini
Benevento.  

Quando ha firmato con il Benevento lo scorso gennaio, si parlava di un attaccante che con le dovute proporzioni ricordava Pippo Inzaghi. Molto presente a pochi metri dalla porta, capace di andare in doppia cifra con il Cittadella segnando quasi sempre nei pressi dell'area piccola. Gli stessi allenatori che hanno avuto modo di guidarlo, parlavano di questa somiglianza con l'attuale tecnico giallorosso. Sta di fatto che proprio nel Sannio l'attaccante toscano ha modificato radicalmente il proprio modo di giocare. Parliamoci chiaro, il diesse Foggia lo prese nell'ottica della serie A, categoria nella quale non basta più essere costantemente presenti a pochi passi dalla porta. Questo Superpippo lo sa bene, tanto che ha impostato per Moncini un lavoro specifico, a partire dal post lockdown, quando la promozione era ormai cosa fatta. Lo stesso calciatore, nel corso di una intervista rilasciata nel post gara con il Chievo, ebbe modo di sottolineare questo aspetto : 

"A Cittadella mi veniva chiesto di dare profondità alla manovra. Quest'anno abbiamo iniziato un percorso di lavoro in vista della serie A. Il mister vuole che giochi la palla, preparando l'azione e dando una mano alla squadra. A Cittadella ho segnato molto, bisogna combinare le due cose: fare gol ed essere più partecipe nella manovra. Sono contento del lavoro che stiamo facendo in vista della prossima stagione". 

Un lavoro che sta dando in maniera evidente i suoi frutti. A Firenze Moncini ha lottato su ogni pallone, è stato onnipresente di testa e ha dato man forte alla squadra in fase di non possesso. Elementi imprescindibili nel calcio moderno, soprattutto in un campionato molto tattico come quello italiano. Certo, agli attaccanti è richiesto soprattutto di fare gol e al momento l'ex Spal è ancora a bocca asciutta nelle sei presenze (quattro da titolare) accumulate fino a questo momento. Sta venendo meno quell'istinto "omicida" visto in passato, ma è un qualcosa conseguente al grande dispendio di energie per la grande mole di lavoro svolta al servizio della squadra. Non di poco conto il dualismo con Lapadula, punta che ha cominciato molto bene la stagione al netto di qualche iniziale problema fisico. 

Per Inzaghi non c'è nessun privilegiato: gioca chi sta meglio. Contro la Juventus si ripeterà questo ballottaggio che vedrà i due contendersi un posto per sfidare i campioni d'Italia. Per Moncini si tratta di una sfida particolare, come confessato lo scorso mese di aprile, nel corso di una puntata di #CasaBenevento. L'attaccante ha vestito la maglia bianconera ai tempi del settore giovanile: 

"Sono sempre stato un tifoso bianconero, quindi giocarci è stata una grande emozione nonostante la successiva cessione al Cesena. Ho avuto modo di giocare allo Stadium con la Spal ed è stato pazzesco. Avere un avversario come Ronaldo è stato molto strano, ma una sensazione bellissima". 

Un confronto che si ripeterà sabato, con Moncini e Lapadula pronti a far dormire ancora notti insonni a Pippo Inzaghi. Questioni tra bomber.