Inzaghi-Pirlo, chi fa "scacco matto"?

E' il giorno di Benevento-Juve: sul piano tecnico non c'è confronto, ma in campo spesso è diverso

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Benevento.  

E' il giorno di Benevento-Juventus. Pronti per un pieno di adrenalina, nonostante l'assenza di Cr7. La stampa bianconera, va detto subito, non ha accolto la decisione tanto serenamente. Certo, tutto dipenderà dal risultato che la Juve saprà cogliere a Benevento, ma a priori nessuno avrebbe rinunciato a Cristiano Ronaldo: “Semmai – scive “TuttoJuve” - sarebbe stato più opportuno far riposare il campione portoghese mercoledì contro la Dinamo in Champions”. Ma Pirlo si dice tranquillo, anche se non nega che al Vigorito sarà una partita “tosta”. Probabilmente lo rassicura il rientro di Bonucci al centro della difesa (accanto a De Light) e la possibilità di far rifitare anche qualcuno degli esterni (a sinistra dovrebbe giocare Frabotta, a destra Danilo). 4-4-2 in fase di non possesso, 3-5-2 in quella d'attacco.

Pippo Inzaghi ha studiato bene la gara. Si parte da una certezza: il Benevento non rinuncerà a giocare. Se qualcuno ha visto la partita di sette giorni fa dei bianconeri col Cagliari capirà perchè. “Se lasci giocare la Juve, prima o poi il gol te lo fa”, sussurra SuperPippo. E ti schiaccia – aggiungiamo – come nel caso della squadra sarda. E allora tanto vale non rinunciare al gioco di sempre, a provare a far male anche con veloci puntate offensive. E' stato così a Firenze, dove la pressione psicologica dopo 4 sconfitte di fila, era addirittura maggiore. Sarà così anche contro la Juve. 4-3-2-1, albero di Natale come da abitudine. Esterni bassi molto attenti, perchè le ali della Juve (presumibilmente Ramsey e Chiesa) possono far male, quelli alti pronti a coprire le loro zone di competenza senza lasciare facili linee di passaggio. Tutto sta nella velocità di esecuzione. La Juve sa fare tutto a ritmi altissimi, per questa ragione bisognerà fare molta densità nella zona nevralgica.

Nel confronto tecnico non c'è paragone, ma la Juve di Pirlo ha sofferto molto quest'anno le squadre che non la lasciano giocare con tranquillità (Crotone, Verona, lo stesso Spezia). E' questo ciò che ha studiato Inzaghi: attenzione e determinazione. Poi sarà quello che il Dio del pallone vorrà.

Non è ancora il momento di guardare la classifica, ma a conti fatti neanche le squadre che seguono i giallorossi in graduatoria se la passano bene (Udinese a Roma con la Lazio, Fiorentina a Milano, Parma a Genova contro il Grifone, Crotone a Bologna, Torino in casa con la Samp). Fare punti contro la Juve sarebbe grasso che cola, ma senza farsi alcuna illusione. In fondo, e non scopriamo nulla di nuovo, sono altre le partite in cui bisognerà assolutamente evitare di perdere.