Il poco lusinghiero primato di prima squadra esclusa della stagione va al Monza. Non è una novità, la società brianzola era fallita e aveva vissuto settimane drammatiche all’insegna di tante aste fallimentari deserte. La seconda è la società che non t'aspetti, il neo promosso Castiglione. L'annuncio ha preso di sorpresa tutti, anche l'allenatore che pensava di cominciare una nuova avventura in Lega Pro. Ma oggi è stato tempo anche di altri verdetti, passano sotto il giogo società che non hanno dato notizie di sé, né nel bene né nel male. L’asticella di un ideale limbo è ora a pochi centimetri da terra, per società come il Grosseto e il Barletta che guardano increduli dall'altra parte. Pietro Camilli, che tante volte aveva abbaiato alla luna, questa volta ha portato a compimento la sua volontà di chiudere col calcio. E con lui ha chiuso una società gloriosa come quella maremmana che ora dovrà ripartire dai dilettanti. Da Barletta la sorpresa è arrivata all'ultimo momento: Perpignano non ha completato lo scempio nella città di Eraclio tramutando in speranza l'ultima illusione. Ha detto fino in ultimo che avrebbe iscritto la squadra biancorossa al campionato, e così ha fatto. Non c'è la fideiussione, non ha un campo, non è detto che il Barletta faccia davvero la Lega Pro. Ma almeno ci avrà provato.
L’elenco delle società che l’iscrizione l’hanno fatta, pur senza presentare la fideiussione, è lunga così. Sono le squadre che saranno temporaneamente escluse dal campionato, in attesa che possano regolarizzare ogni cosa entro il 14 luglio. La Covisoc esprimerà il suo giudizio il 10 luglio: chi sarà fuori in quella data potrà fare ricorso e mettere ogni cosa a posto nel termine perentorio del 14 luglio. Sarà il Consiglio Federale del 17 luglio poi a concedere o meno la licenza nazionale alle società che in un primo momento sono risultate inadempienti. Dicevamo della lunga lista di società che hanno presentato l’iscrizione, ma non la fideiussione di 400mila euro. La Reggina l’aveva persino annunciato: c’è un percorso che Lillo Foti sta seguendo con metodo. Non c’era da aspettarsi altro da Venezia, che sta provando un difficile salvataggio, dal Martina, i cui dirigenti hanno consegnato il titolo nelle mani del sindaco, da Ischia, dove una società non esiste, da Pisa, dove il buon Battini ha messo in vendita la sua al prezzo simbolico di un euro. Ci sono Savona e Varese sul foglio delle rimandate e per loro il futuro si preannuncia a tinte fosche. Nella lista c'è il Lamezia e pure la Paganese, che hanno avuto qualche problema di liquidità, ma che non dovrebbero averne per presentare la fideiussione entro il 14. Non manca nella lunga sequela di società la Lupa Castelli Romani: manca la fideiussione, ma qui c'è bisogno anche della sede. Si sta lavorando per il trasferimento a Rieti, tempi ristretti ma tanta buona volontà. Nella black list, ma è una sorpresa positiva e non negativa, c'è il Real Vicenza. Diquigiovanni ha regolarmente iscritto i vicentini al campionato, ma senza presentare la fideiussione. Se arriverà qualcuno che vorrà fare calcio in qualche altro campo veneto sarà il bene accetto, altrimenti non se ne farà nulla.
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