Tante le tematiche trattate da Oreste Vigorito nel corso dell'appuntamento con Ottogol. Il massimo dirigente giallorosso è partito nel commentare la sconfitta rimediata a Reggio Emilia contro il Sassuolo:
“Abbiamo affrontato una squadra che pratica un bel gioco, ma che ha superato due volte la metà campo. Il Benevento ha fatto la partita, tirando trenta volte in porta ma senza trovare il gol. Il calcio è una lezione di vita in ogni partita, tanto che venerdì sembrava il rovescio di una partita che tutti avrebbero pronosticato. Questo insegna che dobbiamo parlare dopo. La traversa di Iago Falque mi ha fatto capire che la partita ormai era terminata. Quando la palla colpisce legni, stinchi e caviglie vuol dire che era destino che non si andasse avanti”.
CAMPIONATO - “Adesso segniamo di meno, ma subiamo anche meno gol. Questo è un discorso tecnico che ci vede spettatori di un'attività fatta da un allenatore che sta dimostrando al meglio il proprio valore. Se il campionato finisse oggi saremmo salvi. Questo è l'obiettivo che dobbiamo ricordare tutti. Mancano ancora tante partite. In questo momento la squadra sta rispettando il suo programma. Personalmente cerco di essere pragmatico, questo è un campionato in cui è facile farsi cogliere dai sogni ma occorre anche essere equilibrati. Non bisogna mai accontentarsi senza perdere il senso della realtà. Giochiamo in una condizione ambientale difficile con delle gare ravvicinate e senza pubblico, aspetto soprattutto quest'ultimo che reputo negativo per noi”.
STRATEGIE MERCATO - “Questa squadra è frutto di una prosecuzione logica del gruppo dello scorso anno. Nella prossima stagione, se dovesse esserci la salvezza, ci sarà la prosecuzione logica di quest'anno. Il terzo anno dovrà avere qualcosa in più rispetto a ciò che stiamo facendo adesso. Per quanto riguarda il mercato, è chiaro che bisogna effettuare diverse valutazioni sotto vari punti di vista. Le scelte tecniche si faranno dopo il 23 dicembre. Probabilmente cercheremo di integrare quello che il direttore sportivo e l'allenatore hanno riscontrato come difetto da correggere. Bisogna anche dire che ci sono stati diversi infortunati in zone nevralgiche del campo come Viola. Moncini manca da tre settimane. Bisogna considerare che con un nuovo acquisto over, dovremo fare a meno di un elemento dell'attuale rosa che non è più indispensabile per la seconda parte. Quindi servirebbe qualche under, ma è difficile trovarne”.
MILIK - “Dovete parlare con De Laurentiis. Ha rifiutato diverse richieste per tenerlo fuori, quindi non credo che adesso cambi idea”.
ATTACCANTI - “Pavoletti, Zaza e Lapadula li seguo da tanti anni. Zaza ne parlai addirittura con Garrone, ma il ragazzo non volle venire. Lapadula sembra che sia un contentino, dimenticando che fa parte della nazionale peruviana e che lo scorso anno ha segnato quattordici gol tra campionato e coppa italia. Ora ne ha messi a segno tre, restando nella sua media. Abbiamo anche Sau, Moncini e Di Serio che possono giocare da prima punta, così come Caprari. Non possiamo parlare di alternative, ma di un bomber capace di integrarsi con Lapadula. Ma così facendo dovremo dire a Inzaghi di giocare con due punte, quindi cambiare modulo. Stiamo calmi. Se ci sarà una soluzione che ci darà una sufficiente ragionevolezza di migliorare lo faremo volentieri. La società c'è, le idee sono chiare. Siamo reduci da quattro partite in cui abbiamo fatto risultati contro squadre che fino a ieri leggevamo sulle figurine Panini”.
FRATELLI INZAGHI - “E' molto bello vedere due ragazzi che hanno raggiunto vertici così importanti e capaci ancora oggi di gioire l'uno per l'altro, restando quelli di una volta. E' un rapporto che deve essere da esempio”.
BALOTELLI - “E' stato oggetto di una lunga riflessione. Le qualità tecniche non si discutono, ma da qualche anno non ottiene i risultati che da uno come ci lui ci si aspetta. Si trattava di una scommessa che non ci siamo sentiti di fare”.
FALZARANO - “E' uno dei ragazzi preferiti di mio fratello. Ricordo che fece anche l'esordio in prima squadra perché lo reputavamo come un vero e proprio gioiello. Avemmo una conversazione in cui avanzò delle esigenze familiari e cessò di giocare. Era un ragazzo molto maturo e si ritirò per dare una mano a casa. Avrei voluto essere presente ai funerali, ma mi è stato impossibile. Sono sicuro che starà lì con gli altri che ci hanno lasciato. Tutti quelli che sono andati via sono sempre con me a vedere le partite”.
CIRO - “Era il mio affetto. Credo che l'umanità, anche per gli imprenditori, vada messa al primo posto. Dobbiamo ricordarci che abbiamo anche un cuore, altrimenti ci avrebbero fatto di metallo. Se il cuore batte per gli altri, anche quello degli altri batte per te. Mio fratello è un battito del mio cuore”.
