Sette uomini d'oro

Sono i sette presidenti che hanno ottenuto una promozione negli 86 anni della strega

Benevento.  

Alla vigilia dell’insediamento del nuovo presidente giallorosso Fabrizio Pallotta, ci accorgiamo che la storia del Benevento è fatta di grandi slanci di generosità, di forza di volontà e di poche risorse economiche. In fondo anche di poche vittorie, considerato che sono solo sette i presidenti che hanno gioito per la promozione della propria squadra.

Il primo alloro è di chi per la prima volta ha occupato la poltrona più importante del sodalizio giallorosso, don Ciccio Minocchia. Storia di una vita fa, il secondo campionato ci cui si conosca l’esistenza. La squadra di chiama Littorio, in ossequio al regime fascista, la stagione è quella 30/31, il campo è nella centralissima Piazza Roma, ancora lontano dal diventare il salotto della città. Ci sono però già i play off e questa volta si vincono. Contro Mondragone, Giugliano, Fuorigrotta, Giovanna D’Arco di Castellammare e Scafati. Cin cin insieme al Fuorigrotta e promozione in seconda divisione.

La seconda promozione è una sorta di assegnazione ad honorem. Stagione 45/46, il Benevento è uno squadrone, non ce n’è per nessuno. Si vince regalando spettacolo e chiudendo in vetta a braccetto col Gladiator. Ma c’è l’inganno dietro l’angolo. E’ l’immediato dopoguerra e in Figc ci si riorganizza: così ci accorge che sia Benevento che Gladiator sono società “invitate” a giocare quel campionato di serie C, pur non avendone diritto. E non hanno diritto alla promozione, che gli viene negata per questa ragione. Il presidente Mariano Russo va comunque annoverato tra i massimi dirigenti che fecero l’impresa.

L’era di Licurgo Bartalucci, ligure di Imperia, direttore della Laterizi Sanvito, inizia nei primi anni cinquanta. E conta ben due vittorie. La prima nel 55/56 dalla Prima categoria alla serie D, la seconda più importante dalla D alla C. Stagione di grazia 59/60, una cavalcata trionfale che si chiude con ben otto punti di vantaggio sulla Nuova Cisterna.

Italo Bocchino lega il suo nome all’impresa della stagione 73/74. Si è di nuovo in serie D, ma la squadra di Francisco Ramon Lojacono è di quelle forti con i vari Zica, Mazza, Prota e Cianfrone. Duello da scintille col Campobasso, vinto sul filo di lana.

Venti anni e si replica. Sempre dall’Interregionale alla C, questa volta C2, ovvero quarta serie. Nel 90/91 quasi gli stessi protagonisti hanno sbaragliato il campo nel loro campionato. Ma un regolamento assurdo ha mandato la squadra di Mario Peca a giocarsi lo spareggio per salire di categoria con la vincente di un altro girone. Vince la Juve Stabia di Santosuosso, tra mille polemiche. Nel 93/94 ci sono però di nuovo Boccalini, D’Ottavio, Bottalico, Rossi, Puce. E si stravince lo stesso. Senza spareggi. E’ promozione in C2 targata Mario Cotroneo. Indimenticabile la partita con l’Avigliano davanti a 25mila spettatori e con il presidente calato sul campo in elicottero.

Nel 98/99 il nome nell’albo d’oro viene scritto da un neofita, Renato Pedicini, imprenditore nel settore dei termocamini. Stagione dal finale indimenticabile. Unici play off vinti nella storia della strega. Semifinale col Catanzaro, finale col Messina allo stadio di via del Mare di Lecce. I gol di Totò Bertuccelli e di Rosario Compagno mandano il Benevento di Franco Dellisanti in C1 dopo 12 anni.

Ultima vittoria nel palmarès della strega nella stagione 2007/08. E’ il terzo dell’era di Oreste Vigorito. Stagione trionfale in C2, unico campionato vinto tra i professionisti senza l’ausilio di un play off. La squadra è guidata da Gianni Simonelli e ha fior di campioni al suo interno, a cominciare dall’indimenticabile Carmelo Imbriani. Si vince con due mesi di anticipo sulla chiusura della stagione, la firma nella partita decisiva con la Vibonese è di Cristian Agnelli. Grandi protagonisti Clemente, Castaldo, Landaida, Palermo. Una stagione indimenticabile, l’ultima vittoria della strega.