Viaggio immaginario di una trasferta da incorniciare

Via per un attimo il Covid dalle nostre vite. Come sarebbe stato il match di ieri con i tifosi?

viaggio immaginario di una trasferta da incorniciare
Benevento.  

È l'antivigilia di Natale, ma che ci frega: l'anno scorso andammo a Verona nel giorno di Santo Stefano. Che giornata quella, l'ennesima vittoria in trasferta e il primo posto in B sempre più consolidato. L'aria di Benevento di primo mattino è piena di umidità. C'è una coltre di nebbia che avvolge tutto e il freddo penetra nelle ossa. Con gli zaini ci aggingiamo a salire in macchina. In poco tempo l'abitacolo si riempie dell'odore dei numerosi panini con la parmigiana che ci siamo portati dietro: come al solito sempre molto leggeri. Il viaggio è lungo, si parla del più o del meno. C'è chi apre il giornale e commenta le ultime notizie legate alla squadra. Chissà se mette questo, se gioca quell'altro o se a gennaio arriva l'attaccante. Le ore passano, tra una chiacchierata, una fermata all'autogrill o un pisolino. 

Nel tardo pomeriggio si arriva in Friuli carichi di attesa. La stanchezza dei tanti chilometri percorsi sono cancellati dall'adrenalina che si avverte al momento dell'ingresso sugli spalti. Lo stadio è bello, la partita si vede alla perfezione. Ci sono tutti i presupposti per vivere una serata particolare. Ne siamo in tanti, compresi i fratelli sanniti residenti al Nord. Questa squadra merita tutto il nostro appoggio. Loro sono tosti, ci mettono in difficoltà: noi alziamo la voce per poi esplodere dopo nove minuti. Un tiro lento e beffardo quello di Caprari, il tempo per depositarsi in rete sembra essere eterno, ma alla fine diamo sfogo alla nostra gioia più sfrenata. 

Non c'è tempo da festeggiare: bisogna combattere. La squadra si difende bene. Lotta con le unghie e con i denti, da veri sanniti. Noi li sosteniamo incessantemente. Nella ripresa la musica non cambia, poi la svolta: a pochi metri da noi vediamo Letizia lanciato da Caprari. Cosa farà? Il tempo è scandagliato dal ritmo forsennato dei pensieri. Finta un passaggio, guarda la porta e insacca. Incredibile. Non ci conteniamo. Vogliamo che tutto si fermasse in quell'istante, ma non è possibile. Quindi ce la godiamo e mica poco. 

Il settore ospiti è una festa fino alla fine. La squadra viene da noi, volano magliette. Ce ne andiamo da Udine con tre punti in tasca. Qualcuno apre le app sugli smartphone: siamo decimi. Incredibile. Neanche nei videogiochi. Un Natale perfetto che chiude il miglior anno calcistico della nostra vita, rendendocela più bella e facendoci sentire meno gli affanni che la stessa ci riserva quotidianamente. Così come il viaggio di ritorno: gli ottocento chilometri volano e torniamo nel Sannio da vincitori con la testa sognante e l'orgoglio di sempre. Grazie ragazzi.