L'epopea della famiglia Vigorito alla guida del Benevento partì con Danilo Pileggi in panchina. Il tecnico fu scelto da Ciro e Oreste per guidare la Strega nella stagione 2006/2007, ma la sua avventura durò una decina di giornate a causa dell'esonero e al successivo ingaggio di Giovanni Simonelli. Pileggi rimase nell'orbita giallorossa: la società gli affidò la guida della Berretti, con la quale vinse il titolo italiano. Un successo storico, ottenuto al termine del doppio confronto in finale con il Monza, il quale rappresenta un unicum nella storia del calcio giovanile sannita:
“Le ambizioni della famiglia Vigorito – ha sottolineato Pileggi – erano evidenti già all'epoca. Il pensiero era quello di costruire le fondamenta per arrivare in serie A, attraverso il consolidamento di una società sana e solida. Le differenze tra quanto c'era quindici anni fa e adesso sono abissali, a partire dalle infrastrutture e dai campi d'allenamento. Oggi il Benevento ha uno stadio a norma e un terreno di gioco in erba su cui allenarsi, mentre all'epoca c'erano dei disagi anche su questo punto di vista. Si era solo all'inizio di un percorso incredibile, per questo non mi ha meravigliato più di tanto la promozione in serie A. Il merito è tutto dei Vigorito. Del settore giovanile custodisco un bellissimo ricordo. Riuscimmo a conquistare lo scudetto, ma la soddisfazione più grande è stata quella di vedere diversi ragazzi approdare nel professionismo. Questo era il nostro obiettivo, siamo riusciti in questo grazie a un'ottima organizzazione che ci dava Ciro Vigorito. Era un amante e un appassionato di calcio, soprattutto con i giovani aveva un occhio particolare. Quando veniva al campo esprimeva sempre una gioia immensa nel vederli giocare”.
Torniamo al presente. Il Benevento è all'undicesimo posto in serie A e domani affronterà il Torino al Vigorito. Danilo Pileggi è un doppio ex, avendo indossato la maglia granata per sei stagioni: “Prevedo una partita viva, aperta a qualsiasi tipo di risultato. Sarà interessante vedere l'impronta di Nicola dopo l'esonero di Giampaolo. Non sarà facile entrare subito in simbiosi con il nuovo gruppo. I granata se la vedranno con un Benevento che lotta sempre su ogni pallone e che sta disputando un ottimo campionato fino a questo momento. Pratica un buon calcio e si esprime con gioco e carattere, dimostrando di avere un'anima. Ha sempre fatto la partita, a parte qualche scivolone che ci può stare, anche quando non ha vinto. Se manterrà queste caratteristiche sono certo che potrà salvarsi senza problemi, anche perché prevedo una lotta serrata per non retrocedere fino alla fine. Sotto ci sono squadre blasonate, unite ad altre che stanno sorprendendo come lo Spezia e lo stesso Benevento. Sarà dura. Bisognerà fare molta attenzione. Nessuno potrà sperare di farla franca senza una identità ben precisa”.
Non mancano le difficoltà per il Torino, relegato al penultimo posto in classifica con una lunghezza di vantaggio sul fanalino di coda Crotone: “Sta facendo molta fatica – ha proseguito Pileggi – soprattutto nel gioco. La classifica è brutta e non si sono intravisti miglioramenti. Con lo Spezia la prestazione è stata totalmente negativa. Il campionato è ancora lungo, l'arrivo di Nicola potrebbe portare qualche miglioramento insieme a qualche accorgimento sul mercato”.
