Benevento, Vigorito: "Per Gaich vinta una folta concorrenza"

Il massimo dirigente giallorosso: "Abbiamo una fissazione: vogliamo passare l'esistenza in A"

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Benevento.  

Il presidente Vigorito, intervistato dal Corriere dello Sport, ha toccato diversi punti interessanti sul momento che sta attraversando il sodalizio giallorosso. Il massimo dirigente ha prima parlato del match di questa sera in programma al Meazza contro l'Inter, poi è passato all'arrivo dell'attaccante argentino Gaich: 

"L'Inter è stata una delle poche squadre che ci ha dato una lezione. Ci segnarono e noi non avevamo ancora capito che era cominciata la partita. Forse la vittoria con la Sampdoria ci illuse. Una volta capito che non eravamo diventati improssivamente la Juventus, siamo riusciti a fermare i bianconeri e anche la Lazio, oltre a essere riusciti a battere la Fiorentina. Ci siamo tolti qualche soddisfazione. Il Meazza vuoto? Non credo che per vedere giocarci sarebbero venuti in ottantamila. Semmai è sul nostro campo che si respira calcio, sono i nostri ventimila che ci sono sempre e soffiano alle spalle del Benevento". 

COVID - "Sappiamo bene cosa sia l'emergenza. Spendiamo un sacco di soldi, ma in questo modo abbiamo avuto solo due casi Covid. Sponsorizzazioni calate del 30%, niente biglietti e per un club delle nostre dimensioni è un salasso. Però nessuno mi obbliga a fare calcio. Lo faccio perché voglio". 

GAICH - "In Argentina ha fatto bene, al Cska Mosca meno, ma con un insegnante come Inzaghi riuscirà ad ambientarsi in un campionato difficile come il nostro. Le doti fisiche sono evidenti, su quelle tecniche garantiscono diesse e allenatore. Trattativa di diversi mesi, condotta sott'acqua in mezzo a concorrenza varia, belga, spagnola e italiana. C'è ancora qualche procedura da completare. Speriamo di schierarlo il 7 febbraio contro la Sampdoria. L'abbiamo spuntata grazie alla credibilità del progetto che prevede di portare stabilmente il Benevento a metà classifica. Poi la notorietà di Inzaghi non guasta. Gli investimenti non sono mai mancati. Abbiamo una fissazione: vogliamo passare l'esistenza in serie A. Abbiamo un piccolo bacino d'utenza, ma per fare un esempio negli ultimi mesi siamo al quarto posto assoluto in Europa per la crescita dei contatti social. Siamo una società giovane che ha perso troppo tempo nelle serie minori. Intendiamo assestarci in serie A. Dobbiamo ovviamente vedercela con le altre realtà che hanno la stessa idea". 

EUROPA - "Se mi trovassi in Europa cosa farei? La farei senza svenarmi, con la stessa dignità che ho sempre chiesto ai miei ragazzi. State tranquilli, ce la caveremmo bene. Mi sembra più che altro un sogno. Ma i sogni non servono a niente se non si tenta di realizzarli".