Quando, riferendosi ad Inzaghi, si parla di Bologna la prima cosa che viene in mente è l'esperienza poco felice di 2 anni fa culminata in quella partita disgraziata al Dall'Ara contro il Frosinone a cui fece seguito l'esonero (27 gennaio 2019). Pochi invece sottolineano che Pippo contro il Bologna ha una tradizione felicissima. Molto ristretta quella da mister, perchè nell'anno in cui guidò il Milan, la squadra felsinea era in B. Per cui l'unico precedente in panchina è quello del girone d'andata. Partita di sacrificio, ma terminata con una vittoria firmata da Gianluca Lapadula.
Ma il dato più significativo arriva dalla sua carriera di calciatore, visto che lui al Bologna ha segnato la bellezza di 11 gol in 16 partite (10 vittorie, 3 pareggi, 3 sconfitte), quasi a dire che la porta rossoblù è stata per anni il suo bersaglio preferito. Ha fatto gol con la maglia dell'Atalanta, con quella della Juve e con quella del Milan. Alcuni ricordi contribuiscono ampiamente a rendere la pariglia per l'esonero di gennaio 2019. Prendete quel Juventus-Bologna del 10 maggio 98: c'era in gioco il 25° scudetto della Vecchia Signora, il secondo consecutivo di Marcello Lippi sulla panchina bianconera. Quella sfida col Bologna di Ulivieri e Roberto Baggio valeva una miniera d'oro e i felsinei diedero filo da torcere ai bianconeri che vinsero solo per 3 a 2, neanche a dirlo con una fantastica tripletta proprio di Pippo Inzaghi che segnò il gol definitivo dopo il 2 a 2 felsineo che aveva tenuto in apprensione tutto lo stadio.
La storia dei gol ai rossoblù è lunghissima e comincia in un lontano pomeriggio del novembre 96, quando nelle file dell'Atalanta scese in campo al Dall'Ara influenzato e nonostante tutto segnò un gran gol su punizione (sì, proprio su punizione!). Poi ci fu la lunga parentesi bianconera e l'incredibile sequela di gol (7 su 11), passando per la tripletta dello scudetto e chiudendo con la doppietta del dicembre 99. Infine i gol segnati con la maglia del Milan, tutti e due a San Siro, uno il 18 maggio del 2003 con un 3-1 che regalò la qualificazione in Champion, con un magnifico pallonetto in corsa a Pagliuca (ma anche con un rigore sbagliato per arrivare a 18 gol in stagione). E un 2 a 1 l'anno successivo, in coppia con Sheva.
In quanto alle sfide ravvicinate tra Pippo e Sinisa, da allenatore, se ne contano solo 3. E anche qui il tecnico giallorosso è in vantaggio, grazie proprio alla vittoria ottenuta dal Benevento nella gara d'andata contro il Bologna. Le altre due sfide si riferiscono al campionato 2014-15, quello in cui Inzaghi era sulla panchina del Milan, Mihajlovic su quella della Sampdoria. Finì in parità sia all'andata che al ritorno: 1-1 a San Siro con gol di Soriano (toh) e De Jong, 2 a 2 a Marassi con vantaggio rossonero di El Sharawi, ribaltamento di Okaka e Eder e nuovo pari milanista di Menez.
