Improta: "Che bello vincere con la Juve, ma ora c'è il Parma"

L'esterno giallorosso: "Inzaghi ci ha chiesto di essere degli eroi, è stata la scintilla giusta"

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Benevento.  

Il Benevento è tornato al lavoro per prepararsi al meglio in vista di un rush finale che si prevede combattuto e agguerrito in chiave salvezza. I giallorossi godono di un vantaggio di sette punti sulla zona retrocessione e sono determinati a conquistare quanto prima un grande obiettivo, come sottolineato da Riccardo Improta: 

“Credo che dalla partita con il Parma comincerà un altro campionato. Sotto di noi ci sono squadre forti come Torino e Cagliari, così come i gialloblu, che non si aspettavano di vivere una situazione del genere. Sarà molto dura, ma venderemo cara la pelle. La salvezza è un traguardo che meritiamo tutti, dalla società ai tifosi. Il Benevento non è mai stato per due anni di fila in serie A e faremo di tutto per battere anche questo record”. 

Siete riusciti a vincere in casa della Juventus, una impresa complicata anche per le grandi del nostro calcio. Che scintilla vi è scattata per ottenere questo straordinario risultato? 

“Abbiamo fatto una grande partita in casa dei campioni d’Italia. Il mister ha saputo motivarci bene, dicendoci una frase che non dimenticherò mai”. 

Sarebbe? 

“Ci ha detto che non dovevamo fare una partita da calciatori, ma di uscire dal campo da eroi. Sono state parole giuste. Adesso c’è grande entusiasmo per una vittoria che sembrava inimmaginabile per tutti. Siamo emozionati, anche se ora dobbiamo concentrarci al massimo perché dopo la sosta c’è il Parma”. 

Sicuramente Inzaghi vi ha fatto stare con i piedi ben saldi a terra alla ripresa…

“Lo conoscete anche voi. Alla ripresa ha ribadito che dobbiamo goderci questi momenti perché sono frutto di un grande lavoro, ma ci ha messo in guardia in vista del Parma: se malauguratamente ci sarà un risultato negativo, rischieremo di cancellare la storica vittoria dell’Allianz”. 

Sarà la prima partita del rush finale, tra l’altro uno scontro diretto molto importante in chiave salvezza. Cosa ti aspetti?

“Non dobbiamo sbagliare l’atteggiamento, preparando la partita nel migliore dei modi come abbiamo sempre fatto. Come ho detto, dalla prossima comincerà un altro tipo di campionato. Possiamo gestire un vantaggio di sette punti sulla zona retrocessione con tanti scontri diretti in casa. Abbiamo tutto nelle nostre mani. Dobbiamo credere in noi stessi e fare le cose migliori per raggiungere il nostro scudetto”. 

Vi aspettano tanti scontri diretti in casa, ma come ti spieghi questo rendimento così diverso tra le gare interne e quelle in trasferta?

“Ne abbiamo parlato spesso all’interno dello spogliatoio di questi numeri. Quest’anno il fattore campo non conta. Senza pubblico le differenze sono minime. L’unica cosa che si può dire è che certe gare al Vigorito le abbiamo affrontate in maniera sbagliata”. 

Purtroppo, i tifosi soffrono la lontananza dagli spalti. Cercano di far sentire il proprio calore attraverso gli striscioni. Quanto sono importanti per voi? 

“Tantissimo. Anche il semplice striscione o la lettera che ci hanno inviato sono determinanti. Dispiace non averli qui con noi, soprattutto in un momento storico in cui ci stiamo giocando traguardi molto importanti. Tramite internet e i social mostrano spesso la propria vicinanza. Ci sono vicini e per noi è fondamentale”. 

Al tuo primo anno in serie A sei riuscito a ritagliarti uno spazio importante grazie alla duttilità. Quanto credi sia stata importante questa tua caratteristica per permetterti di approcciare al meglio nel massimo campionato?

“Credo sia stata una delle cose fondamentali. Nasco come esterno offensivo, ma mi sono subito messo a disposizione del mister per ricoprire altri ruoli. Quest’anno ne ho fatti tantissimi ed è stato importante per la squadra che in alcune occasioni si è trovata in difficoltà numerica. Personalmente mi sono fatto vedere e i complimenti che mi giungono da più parti non possono farmi altro che piacere”. 

Al di là di come finirà questa stagione, che bilancio ti senti di redigere del triennio vissuto a Benevento?

“Più che positivo. Il primo anno è stato di adattamento con mister Bucchi. Nella passata stagione conoscevo tutti e si è formato il gruppo dei record. Adesso ci stiamo giocando le nostre carte in serie A. Sono state le annate migliori della mia carriera, soprattutto perché ho giocato per una società che ha acquistato il mio cartellino dopo anni di prestiti con il Genoa, facendomi sentire parte integrante del progetto sin da subito”.